Marea nera: Barack Obama arriva in Louisiana

Mentre la marea nera continua la sua avanzata verso le coste della Louisiana e della Florida, ieri il Presidente è atterrato a New Orleans e ha poi proseguito verso Venice. Dopo un incontro con la Guardia Costiera, la responsabile per l’ambiente Lisa Jackson e l’ammiraglio Thad Allen, il Presidente ha dichiarato che al momento l’onda nera si trova all’incirca a nove miglia dalla costa dello stato della Louisiana e che ci vorranno tre mesi per tappare le tre falle dalle quali fuoriesce il petrolio.
Obama ha inoltre aggiunto che la Bp, il colosso inglese del petrolio, sarà interamente responsabile, sia a livello finanziario che legale, dell’incredibile danno ambientale. Anche l’azienda è al momento al lavoro per trovare una soluzione, non aveva messo in conto che si potesse verificare un danno simile per questo sta chiedendo aiuto anche alle società rivali.
Barack Obama, Presidente degli Stati Uniti, ha poi proseguito affermando che la situazione è drammatica visto che la marea è potenzialmente catastrofica e che bisognerà prepararsi al peggio.
Al momento, il Presidente ha ordinato il controllo di tutte le altre piattaforme nel Golfo, la pesca commerciale è stata sospesa per i prossimi dieci giorni, alcuni pescatori hanno infatti dichiarato di aver pescato i primi gamberetti che odoravano di petrolio, diverse squadre stanno continuando a gettare in mare prodotti chimici biodegradanti, oltre all’installazione di 84 chilometri di barriere galleggianti. Inoltre l’Institute for Marine Mammal Studies di Gulfport si sta preparando a mettere in salvo tutti gli animali colpiti dalla marea nera che potrebbe arrivare nell’oceano Atlantico.
Ci vorranno all’incirca dai 6 agli 8 giorni per costruire la cupola di contenimento e all’incirca 90 giorni per costruire un pozzo di sfogo.
I pescatori del Delta del Mississippi si sono detti pronti a collaborare con Bp ma le trattative starebbe andando male. La Bp non sarebbe infatti disposta ad anticipare le spese del carburante per le barche e neppure le assicurazioni, scatenando così le ire dei pescatori: “Abbiamo le navi, abbiamo il materiale, le persone necessarie e conosciamo l’area meglio di nessuno perchè ci andiamo ogni giorno. E non riusciamo a comunicare con la Bp. È una situazione davvero confusa, sono profondamente irritato” dice Dean Blanchard, piccolo imprenditore della zona e gli fa eco anche Acy Cooper, tra i più importanti imprenditori della zona: “Pensano di saperne più di noi e di avere la soluzione, mentre spesso non sanno assolutamente di cosa stanno parlando”.
Fonte | Il Giornale
Lun 03/05/2010 da Eleonora Gionchi in Disastro Ambientale, Ecologia, Petrolio




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