Lodo Alfano retroattivo: il si’ di tutta la maggioranza

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angelino alfano ministro alla giustizia

Il Lodo Alfano, che prende il nome da Angelino Alfano, Ministro della Giustizia italiano, ha un nuovo emendamento, che e’ stato approvato da ieri da tutta la maggioranza. Si tratta della proposta Vizzini, una proposta osteggiata caldamente dall’opposizione ma votata all’unanimita’ da Popolo della Liberta’, Lega Nord e anche Futuro e Liberta’. In pratica questo nuovo emendamento del Lodo Alfano prevede che il capo dello stato e del governo non possano essere giudicati mentre sono in carica per fatti precedenti alla loro nomina.

Il via libera a questo emendamento, che ripara il premier e il capo dello stato da processi per reati commessi prima della loro nomina istituzionale, e’ arrivato con 15 voti favorevoli e 7 contrari. A favore del provvedimento hanno votato, alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, 13 senatori del Pdl e Lega, oltre che Maurizio Saia, senatore finiano, e il senatore dell’Mpa.

L’emendamento prevede che “i processi nei confronti del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio, anche relativi a fatti antecedenti l’assunzione della carica, possono essere sospesi con deliberazione parlamentare“. In pratica, mentre le due piu’ alte cariche dello stato stanno svolgendo il loro ruolo istituzionale, non possono far parte di processi che riguardano reati retroattivi. Processi che vengono congelati, per poi essere ripresi una volta decaduta la carica.

Ovviamente l’opposizione e’ insorta: il Pd urla vergogna e si prepara alle barricate. Anche Antonio Di Pietro e’ molto duro nei confronti di questo nuovo provvedimento, puntando il dito contro Fini e i finiani, che dal canto loro sottolineano che voteranno l’emendamento anche alla Camera. Casini parla invece di un’anomalia, mentre il Colle fa sapere che non entrera’ in discussioni puramente politiche.

Fonte | Repubblica

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