Lo shopping compulsivo è una patologia

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i love shopping

Vi ricordate di Becky Bloowood la protagonista della saga di I love shopping di Sophie Kinsella? Amava comprare, anzi è il caso di dire che era malata di shopping. Si può dire che Becky è l’eroina che meglio rappresenta una delle patologie della società contemporanea; presto, infatti, anche Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, la Bibbia dei disturbi mentali, inserirà nella loro nuova edizione lo “shopaholic” come disturbo comportamentale, accanto a molte altre malattie tipiche della nostra epoca.

Lo shopping compulsivo, così come la mania del gioco d’azzardo o l’essere dipendenti da internet, dal cellulare, addirittura il bisogno di sentirsi amati, sono tutti sintomi di un enorme disagio interiore tipici della nostra epoca. Come afferma il Professor Maurizio Brasino, docente presso l’Università dell’Aquila: “Sono malattie emblematiche della modernità e anche se la sindrome da acquisto compulsivo non è ancora un disordine riconoscito dall’American Psychiatric Association, verrà sicuramente inserito nella prossima edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, la Bibbia dei disturbi mentali”. Continua il professore affermando che lo shopping compulsivo non è tanto un problema quanto la manifestazione di un disagio interiore personale; attraverso gli acquisti il “malato” sente di poter costruire la propria individualità e si sente appagato, questa sensazione che lo porta a voler comprare sempre di più perché solo comprando si sente accettato.

Ma come si riconosce un compratore compulsivo? Spiega Brasino “Gli oggetti sono spesso inutili e non indispensabili, a volte non corrispondono neanche ai gusti dell’acquirente. E ancora, si verifica spesso una ripetitività dell’acquisto di un certo tipo di prodotti, che vengono comprati in maniera seriale, come se fossero tanti tasselli di un mosaico interiore che si può completare soltanto comprando ciò che manca. Ma non finisce qui. L’acquisto causa stress perché non è mai abbastanza, ruba tempo e denaro. Il mancato acquisto invece causa tristezza e depressione. Un’ultima caratteristica presente nel compratore compulsivo è che la voglia di shopping non si appaga mai e non si presenta solo nei periodi di mania”.

Infine bisogna evidenziare delle differenze. Prima di tutto il fatto che lo shopaholic può avere diverse connotazioni; esiste la modalità “trofeo”, colui che compra perché vuole esibire il suo status sociale, quella “immagine”, per mostrarsi, da “collezionismo” e l’ultima “accumulo perché non si sa cosa può succedere domani”; la seconda differenza distingue gli uomini dalle donne. Spesso i primi comprano più attrezzature sportive, automobili, computer, acquisti prettamente tecnologici mentre le donne sono più portate ad abiti e trucchi.

Una malattia dunque che può colpire ognuno di noi, indistintamente, perché l’istantanea gratificazione causata dall’acquisto di un oggetto porta a superare anche la peggiore delle frustrazioni.

Fonte | Repubblica

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