Lele Mora resta in carcere, c’è il pericolo di fuga: respinta la richiesta dei suoi legali

Lele Mora resta in carcere. Questa la decisione del Tribunale del Riesame di Milano che ha respinto la richiesta dei legale dell’ex manager dei vip, in cella dal 20 giugno per bancarotta della Lm Management dopo il patteggiamento della condanna a 4 anni e 3 mesi. Gli avvocati avevano presentato istanza dopo che Mora aveva tentato il suicidio nei giorni scorsi. Non sono ancora note le motivazioni, ma secondo le prime indiscrezioni alla base ci sarebbe il pericolo di fuga.
Per Mora, che ha perso 40 chili nel corso della sua detenzione, dunque non si aprono ancora le porte del carcere. I suoi legali hanno fatto recapitare al gip di Milano Elisabetta Meyer la richiesta dopo il tentato suicidio con cerotti in gola e sul naso, che dimostrerebbe non un gesto autolesivo, ma “un importante campanello d’allarme per gesti futuri ben più gravi“.
Lele Mora scrive a Berlusconi per chiedergli un aiuto economico
Lele Mora non ne può più di stare in carcere ed è in gravi difficoltà finanziarie tanto da aver scritto una lettera direttamente a Silvio Berlusconi per chiedergli un aiuto economico. L’ex manager dei vip, condannato a 4 anni e 3 mesi per bancarotta, ha già venduto la sua Mercedes da 110mila euro per cercare di ottenere gli arresti domiciliari, ma ha pensato di rivolgersi direttamente all’ex premier per chiedere dei soldi, dopo il crac della società . A dirlo è stato l’ex manager dei vip ai magistrati milanesi. Sul contenuto della lettera non ci sono altri particolari disponibili anche perché la sua posta non è più sotto controllo.
No agli arresti domiciliari dunque per Lele Mora. La richiesta dei suoi avvocati è stata respinta, nonostante la cessione dell’auto di lusso e la rinuncia alla cittadinanza svizzera, per evitare il rischio di fuga, oltre alla possibilità di reiterare il reato.
Nel corso dell’interrogatorio di lunedì 14 novembre, Mora ha ammesso di aver sperperato tutti i soldi sottratti dalle casse della società , circa 8,5 milioni di euro. Da qui la richiesta di soldi al Cavaliere che però non è stata intercettata dai magistrati.
L’ex talent scout, “dimagrito di 32 chili” secondo quanto raccontato dai suoi difensori, sta scontando la pena di 4 anni e 3 mesi per bancarotta della Lm Management, e ha rinnovato la richiesta degli arresti domiciliari per curarsi.
I guai per Lele Mora non sono di certo finiti: il prossimo 21 novembre sarà tra gli imputati, insieme a Nicole Minetti ed Emilio Fede, con l’accusa di favoreggiamento e induzione alla prostituzione minorile nel processo sulle feste della residenza di Arcore di Silvio Berlusconi.
Mer 04/01/2012 da Lorena Cacace in Bunga Bunga, Karima El Mahroug, Lele Mora, Processo, Processo Ruby, Prostituzione, Prostituzione Minorile, Ruby Rubacuori











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