Le centrali nucleari in Italia, siti salvati in un computer rubato in un ufficio romano dell’Enel

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Il computer che conteneva i dati sui siti dove potrebbero essere costruite le centrali nucleari in Italia è stato rubato. A pochissimi giorni dal referendum che chiamerà alle urne gli italiani per rispondere a quattro quesiti referendari abrogativi, uno dei quali inerenti proprio la costruzione di centrali nucleari per creare energia elettrica nel nostro paese, ecco un piccolo giallo: un dipendente dell’Enel ha denunciato il furto del suo computer, all’interno del quale erano contenuti dei dati molto importanti. Chi sarà stato a rubarlo?
L’Enel ha denunciato alla polizia il furto di uno dei computer contenenti dei dati importanti per la realizzazione delle centrali nucleari che, se non dovesse essere abrogata la norma vigente per il ritorno del nucleare dal referendum del 12 e del 13 giugno 2011. Un computer che ci indica i luoghi dove dovrebbero sorgere le nuove centrali nucleari.
Il furto è avvenuto all’interno degli uffici romani di Enel di Tor di Quinto: il computer che è stato trafugato, secondo quanto denunciato, conteneva dei “documenti aziendali relativi a studi e analisi preliminari, privi di risvolti operativi, sulle caratteristiche di siti per impianti nucleari in Italia e all’estero“. E casualmente è stato rubato ad una settimana dal referendum sul nucleare che si terrà il 12 e il 13 giugno.
Secondo quanto affermato dall’azienda, che ha parlato attraverso una nota resa pubblica, “è davvero singolare che un furto così mirato avvenga proprio a pochi giorni dalla tornata referendaria“. Un furto decisamente anomalo, non c’è che dire.
Sab 04/06/2011 da Patrizia Chimera in Centrale Nucleare











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