Le brigate rosse tornano a colpire

Le brigate rosse volevano tornare a colpire. Ma sono state fermate in tempo. Secondo il Gip Guido Salvini, che ha fatto arrestare 15 militanti accusati di aver messo in piedi un’associazione terroristica, i fermati erano pronti a creare un Partito Comunista politico-militare. E gli obiettivi da colpire erano già pronti: la casa milanese di Silvio Berlusconi, la sede di Mediaset a Cologno Monzese, l’Eni di San Donato Milanese e la sede del quotidiano Libero.
“L’associazione si propone il compimento anche con l’uso delle armi di atti di violenza contro l’ordine pubblico, la vita e l’incolumità delle persone e di altri obiettivi politici con finalità terroristiche e di eversione dell’ordine democratico, associazioni caratterizzate da rapporti con gruppi operanti anche all’estero, in particolare in Svizzera, aventi analoghi obiettivi nonché da una struttura compartimentata avente un vertice operante in stato di clandestinità e dotata infine di un foglio di propaganda clandestinamente diffuso denominato L’Aurora”. Queste le parole del Gip.
Le associazioni si sono formate tra il 2003 e il 2004 e hanno avuto come base la città di Milano. Ma altri centri operativi erano attivi in Veneto e in Piemonte. Tra gli obiettivi delle associazioni, oltre a quelli già sopracitatim anche il giuslavorista, collaboratore del Corriere della Sera, Pietro Ichino, l’emittente Sky e alcuni dirigenti della ex Breda.
Fonte | Corriere
Mar 13/02/2007 da Patrizia Chimera in Brigate Rosse, Mediaset, Terrorismo







