Land Grabbing, quando il ricco ruba al povero, anche la terra

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Foto: Land Grabbing

Nei secoli scorsi le nazioni più ricche ed importanti lanciavano delle spedizioni verso l’Africa o le Americhe per prendersi, pietre preziose, oro, schiavi, e ricchezze di ogni tipo. Negli ultimi 50 anni il panorama è cambiato. Non sono più le nazioni ad agire, ma le multinazionali, e non sono più l’oro e le pietre preziose ad interessare, ma la terra e le risorse naturali. Il colonialismo è diventato land grabbing.

In cosa consiste il land grabbing, una multinazionale acquista terreno fertile dai paesi poveri per installarci le proprie coltivazioni o semplicemente per tenere a disposizione del terreno fertile per quando le risorse del pianeta saranno in via di esaurimento. Nel futuro l’acqua varrà più del petrolio e la terra fertile più dell’oro e delle miniere. Manco a dirlo i paesi maggiormente colpiti sono quelli africani e centro-sudamericani.

Significativo è quello che è accaduto in Uganda. Lo racconta Lokuda Losil, un contadino di 60 anni, che aveva 30 acri di terra da coltivare. La compagnia inglese New Forest Company ha acquistato la terra dal governo ugandese ed ha sgombrato la zona con la forza, bruciando ed incendiando qualsiasi cosa. La New Forest Company, che si vanta della sua trasparenza, ha smentito qualsiasi tipo di coinvolgimento, ma migliaia di testimonianze la inchiodano. Non che questo possa cambiare il destino di quella terra e di quella gente.

Un altro fronte che si sta aprendo è quello dei biocombustibili. In Centro America c’è una grossa espansione delle coltivazioni per la produzione di olio di palma, e la totalità degli espropri è stata fatta ai danni dei coltivatori presenti da anni. Se ci sarà mai una terza guerra mondiale è probabile che si combatterà tra le multinazionali e per l’acqua e la terra, piuttosto che per oro e petrolio.

Gio 22/09/2011 da Fabio Pagano

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