La tragedia del ‘Concordia’ tra social network e video su You Tube

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nave concordia web

Il web è diventato ormai lo specchio della nostra realtà e i social network sono ormai una finestra aperta sul mondo reale. Anche nel caso della tragedia della Costa Concordia, la nave affondata all’Isola del Giglio i passeggeri hanno descritto, parlato e comunicato con la terra ferma nei momenti più terribili. Anzi, proprio grazie a loro e ai loro messaggi su Facebook e Twitter sono partite le prime richieste di soccorso. Quando a bordo si è scatenato il panico e ancora non era chiaro cosa stesse accadendo, chi si trovava a bordo della nave ha postato foto, video e messaggi sul web, facendo partire anche i soccorsi veri e propri.

Diego Sartori, per esempio, ha pubblicato le foto delle persone che abbandonavano la nave da Facebook, mentre Peter Honehlmann ha pubblicato un messaggio di s.o.s.Qui non c’è nessun aiuto, è il caos totale, venite a salvarci“, scriveva dalla nave, per poi raccontare la sua odissea con un laconico “è stato semplicemente uno schifo“.

C’è chi usa Facebook per rassicurare amici e parenti, come Barbara Melandri, sana e salva, ma ormai senza più il telefono che giace in fondo al mar Tirreno, come racconta lei stessa. Su Faceboo poi si celebra Manrico Giampetroni, il commissario capo che ha aiutato a salvare molti passeggeri e che è stato trovato dopo 36 ore, ferito ma per fortuna salvo.

Il web si interroga su quello che è successo all’Isola del Giglio. Da Twitter è un coro di domande sulle modalità dall’incidente, ma gli utenti ricordano anche una tragica coincidenza: l’incidente della Costa Concordia è avvenuto 99 anni e 9 mesi dopo il Titanic, di cui proprio quest’anno, ad aprile, si ricorda il centenario.

Messaggi di aiuto e rassicurazioni che corrono online, ma non solo.

Dal web salta fuori anche il video che la stessa Costa Crociere caricò qualche settimana fa su youtube sulla sicurezza per i passeggeri, “priorità assoluta” della compagnia.

L’ufficiale della sicurezza che controlla lo stato delle scialuppe di salvataggio, l’esercitazione per casi di emergenza a cui partecipano tutti i passeggeri una volta a bordo “nell’improbabile ipotesi” che fosse necessario, i corsi di aggiornamento del personale di bordo.

Le esercitazioni che vengono ripetute periodicamente, insomma “nulla è lasciato al caso“: belle parole certo, che avranno funzionato forse più volte, ma non nella tragedia dell’Isola del Giglio.

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Lun 16/01/2012 da Fabio Pagano

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