La Ricerca della felicità: Gabriele Muccino conquista l’America

  • Commenti (3)
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

Foto: ricerca felicita

Gabriele Muccino è tornato in patria con il film che lo ha fatto trionfare negli States. Il suo “La ricerca della felicità” ha sbancato i botteghini americani. Ed ora si appresta a bissare il suo grande successo nel nostro paese. Ecco alcune immagini del film e l’intervista rilasciata dal regista e dall’attore Will Smith durante la prima romana.

“Prima di girare – racconta Will Smith - Gabriele mi ha fatto vedere Ladri di biciclette e Umberto D: entrambi parlano di gente che fa di tutto per andare avanti, per farcela. La vera essenza del sogno americano. O, per meglio dire, del sogno umano”. Un accostamento davvero importante per questo film di Muccino.

Gabriele Muccino ha anche confessato le sue paure prima del debutto: “Avevo paura che il film fosse troppo sentimentale, dolciastro così ho cercato di essere più veritiero possibile, tenendo presente la lezione del neorealismo: ad esempio, tutti i senzatetto che si vedono sullo schermo sono veri homeless; anche i ricoveri per barboni sono quelli veri. E la presenza di Chris Gardner sul set, ogni giorno, mi ricordava che quello che stavo rappresentando non era un gioco, ma un incubo realmente vissuto. Volevo avere il massimo rispetto, per lui e per tutti quelli che in America non ce la fanno”. Agli spettatori l’ardua sentenza.

Fonte | Repubblica

Commenta

Ricorda i miei dati

Pubblica commento
Cuore 12 gennaio 2007 12:18
Subtract karmaAdd karma

basta film americani che sbancano in tutto il mondo, meglio un sano film italiano.–Poi muccino secondo me è il miglior regista che abbiamo al momento

Rispondi Segnala abuso
Sonia 12 gennaio 2007 13:03
Subtract karmaAdd karma

Figuriamoci un pò….

Rispondi Segnala abuso
Anonimo 13 gennaio 2007 23:22
Subtract karmaAdd karma

Non scherziamo perché dopo Muccino c’é Vanzina.
Non capisco perché un italiano debba raccontare l’America con tutti gli spunti che ci sarebbero qui. Possibile che in Italia sia capace di parlare solo di crisi adolescenziali e postmatrimoniali?
Tanto di cappello per Chris Gardner e la sua storia. Ma la realtà questa volta è più bella della finzione. Film banale.
Il miglior regista che abbiamo è Sorrentino.Non bestemmiate.

Rispondi Segnala abuso