La Rai usa Papa Wojtyla per convincere i cittadini a pagare il canone, polemiche da Idv e Api

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Sta diventando quasi una tradizione, anche quest’anno lo spot per il canone della Rai ha creato notevoli polemiche. Lo script punta, inizialmente, sui 150 anni dell’unità d’Italia salvo poi virare sui valori del rispetto e della pluralità. Per sottolineare questi due concetti l’agenzia esterna a cui la Rai si è affidata, ha usato delle immagini di Papa Wojtyla. Un passaggio che ha creato moltissime polemiche.

Lo scorso anno era stato uno spot dei parlamentari della Lega Nord a creare grande polemica sul pagamento del canone Rai. Quest’anno si discute sull’opportunità di usare le immagini di Giovanni Paolo II, che è beato e sulla strada per diventare Santo, per attirare le persone e convincerle a pagare una tassa che è come tutti le altre, un obbligo. La polemica si è aperta su due fronti differenti. L’Idv ha puntato sul fatto che usare Giovanni Paolo II per propagandare una tassa che gli italiani detestano e reputano ingiusta è, “Un’idea fuori luogo e contestabile per spingere gli italiani a pagare una tassa da essi detestata, un orpello che ricade su di loro per finanziare quello che più che un servizio pubblico, un poltronificio nelle mani della politica”.

L’Api, invece, ha battuto sull’opportunità, in un momento di grande crisi per il paese, di puntare su professionalità esterne e costose per la realizzazione di questo spot. Ed è probabilmente questo il punto del contendere più serio e da giustificare. L’uso del Papa più amato degli ultimi 50 anni può essere un’operazione di dubbio gusto, ma di sicuro non sarà la sua immagine a convincere gli italiani a pagare o meno il canone.

Lun 09/01/2012 da Fabio Pagano in

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