La prima scuola italiana di Wrestling parte da Roma per conquistare l’Italia

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Foto: Foto dell'Accademia di Wrestling a Roma

I bagliori della WWE o le acrobazie spettacolari della TNA sono lontane anni luce, però la passione e l’impegno sono sicuramente gli stessi. Pier Paolo Pollina, 27 anni romano, qualche anno fa è partito per il Texas con in testa un progetto, portare il wrestling dal vivo in Italia. Dopo aver passato qualche mese ad imparare come si gestisce il business fuori e dentro del ring, Pollina è tornato ed ha messo su la sua palestra, a Ostia.

I nomi dei wrestler che lottano per questa palestra/federazione sono un mix tra le origini americane dello sport e una inevitabile italianizzazione del fenomeno, Da Dirty Diamond, Kaio, King Danza, Italian Gladiator, Mister Mastodont. E ancora Vito Rea, Shock, Axel Fury. Il nome di Pollina, sul ring, è Italian Gladiator, ma un po’ gladiatore ha dovuto esserlo anche fuori dal ring. Il wrestling ha avuto un momento di boom assoluto quando mediaset ne ha cominciato a trasmettere le immagini in chiaro, tutto si è bloccato con la morte di Chris Benoit. Da allora il wrestling si vede solo sui canali satellitari o del digitale terrestre, ma le grandi reti generaliste se ne sono tenute al largo.

Questo wrestling all’italiana assomiglia molto alle immagini di periferia di film con The Wrestler, palestre semi vuote, tanto entusiasmo tra gli atleti e gli spettatori presenti, ma pochi soldi. E’ lo stesso Pollina a spiegarci come funzionano le cose, “Bisogna avere uno stile, oltre che un abbigliamento. Lo spettacolo va costruito, perché il vero fine è il divertimento dello spettatore, il pathos, l’attenzione che deve essere sempre alta. Quindi il wrestler deve saper cadere, lottare e recitare. Sembra una contraddizione ma bisogna riuscire a far finta di non farci male. E poi sappiamo dove colpire per non farci male sul serio, sappiamo come farci uscire dei lividi. Il wrestler è studiato in ogni dettaglio e in ogni atteggiamento. Deve corrispondere a quello che i tifosi vogliono, eccitare la loro fantasia”.

Per ora gli spettacoli hanno successo soprattutto nel centro sud e la strada da fare è ancora lunga. Ma i wrestler della scuola italiana di wrestling non intendono fermarsi anche se il guadagno medio mensile è 450 Euro e bisogna allenarsi duramente per portare avanti lo show.

Gio 13/10/2011 da Fabio Pagano in ,

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