La figlia di Ezra Pound contro CasaPound: “Deve cambiare nome”

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Una nuova bufera si abbatte su CasaPound, il centro sociale di estrema destra finito nel mirino della figlia di Ezra Pound, Mary de Rachewiltz. La figlia del poeta che dà il nome al centro sociale ha deciso infatti di portarli in tribunali per costringerli a cambiare nome perché infanga la memoria del padre. La decisione arriva dopo un lungo battibecco con il movimento iniziato già nel 2010 quando le gesta dei “fascisti del terzo millennio“, come si definiscono gli aderenti, avevano sbarcato i confini nazionali. Ora a decidere sarà un tribunale.

La decisione è scaturita dalle vicende di Firenze con la morte di due senegalesi uccisi da Gianluca Casseri, militante di estrema destra vicino a CasaPound.

Lei, la figlia del poeta che in passato difese il fascismo italiano, è molto legata al capoluogo fiorentino e non vuole che il nome del padre venga accostato a tali eventi. ” Ho studiato in quella città e sapere che qualcuno abbia compiuto un gesto del genere fa ancora più male“, ha spiegato al Guardian.

L’organizzazione è al centro di numerose polemiche e molti ne chiedono la chiusura, soprattutto dopo il sanguinoso attacco razzista compiuto da Casseri, che il movimento si è affrettato a definire un “pazzo”, che nulla aveva a che fare con loro.

Poco importa alla de Rachewiltz, l’accostamento con il nome del padre al movimento ne infanga la memoria e per questo si rivolgerà ai giudici.

Immediata la risposta del leader di CasaPound Gianluca Iannone che definisce tutto come “un’azione assurda e indotta“. Una cosa che si trascina da tempo e che dovrebbe portare a un processo già da gennaio a Roma, anche se Iannone si difende.

Il nome di Ezra Pound è patrimonio di tutti, anche se l’azione legale promossa dalla figlia “è un nuovo problema per il movimento“.

Dom 25/12/2011 da Lorena Cacace in

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