La Casa delle Libertà è morta. Parola di Casini

Altro che ritorno del figliol prodigo, come si era augurato il “papà ” Silvio Berlusconi durante il discorso tenuto alla manifestazione del 2 dicembre a Roma. PierFerdinando Casini, il “bimbo” ribelle che si è allontanato da casa per inseguire un suo sogno, non ne vuole sapere di ritornare nella Casa delle Libertà . Anzi, si permette di rincarare la dose affermando che ormai quella coalizione “non ha più senso”.
“Certi vertici sono ormai inutili. Se li facciano Berlusconi, Fini e Bossi”. Il leader dell’Udc non ha dubbi: ormai la Casa delle Libertà , almeno per quanto lo riguarda, non esiste più. Meglio voltar pagina e guardare al futuro per un nuovo progetto. Ad esempio quello di creare un partito unico di centro. Dalle pagine del Corriere, leggiamo le sue dichiarazioni rilasciate durante la trasmissione Otto e mezzo, che, ne siamo certi, saranno una spina nel fianco di papà Silvio, zio Gianfranco e nonno Umberto.
“Se Berlusconi dice vediamoci, io ci vado come ho sempre fatto. Ma ormai la Cdl non ha più senso per cui i vertici li facciano loro, li facciano Berlusconi, Fini e Bossi. Il ritualismo della Casa delle libertà , quello dei vertici così come quello del palco di San Giovanni, per me fa parte del passato e non di una prospettiva politica del presente”. E ancora: “Senza di noi la Cdl resta all’opposizione per vent’anni. Ma nessuno è così sciocco da pensare una cosa di questo tipo”.
Mar 05/12/2006 da Patrizia Chimera in Cdl, Pierferdinando Casini






