La Bindi omosessuale? Secondo qualcuno si

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Rosy Bindi

Faranno sicuramente discutere le parole pronunciate dal senatore Maurizio Saia, esponente di Allenza Nazionale, e riguardanti la sessualità della neo nominata Ministro della Famiglia, Rosy Bindi. Il senatore si sarebbe espresso in questo modo nei confronti del ministro: “Bindi è una lesbica e dunque non idonea a guidare il ministero della politiche per la famiglia». E dopo aver lanciato il sasso, cerca di scusarsi affermando che dare della lesbica ad una persona non equivale ad un insulto e aggiunge: “Anche un mio parente è così”. Le parole sono state pronunciate durante un’intervista rilasciata all’emittente locale “Canale Italia“.

Immediata la replica di Rosy Bindi: “Mi dispiace per il senatore Saia ma anche se, per scelta personale, ho rinunciato a sposarmi mi piacciono gli uomini educati, rispettosi delle donne, intelligenti e possibilmente belli. Tutte qualità che il senatore di An non possiede”. Sceglie la strada del sarcasmo il ministro della Famiglia, ma non per questo non si riesce a leggere tutta l’indignazione nascosta dietro la sua dichiarazione. E si riserva di querelare il senatore di Allenza Nazionale. E alla fine dichiara: “Non avrei nessuna difficoltà a dichiararmi omosessuale se lo fossi”. Ma è possibile che in Parlamento si finisca sempre a parlare di passione?

Mer 24/05/2006 da Patrizia Chimera

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Lilli 24 maggio 2006 11:41
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Io mi sarei offesa xè mi han detto ke nn sono in grado di fare il mio lavoro.,,nn di certo xè mi danno dell’omosessuale…nn è un’offesa…

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VER-GO-GNO-SO !!!!!!! 24 maggio 2006 17:20
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VER-GO-GNO-SO !!!!

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Cosmo de La Fuente 7 luglio 2006 13:06
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Una lettera aperta a Rosy Bindi affinchè si occupi ‘veramente’ di famiglia.
http://www.ilmascalzone.it/articolo.php?id=4977

eccone uno stralcio
Caro Ministro della famiglia,
malgrado lei non sia ‘madre’, contiamo sul suo amore di figlia, sperando che abbia avuto un bel rapporto con i suoi genitori. Tutti siamo ‘adatti’ a parlare di famiglia, perché inziamo a vivere come ‘figli’ e quindi facciamo sempre parte di una famiglia di origine.
Dietro la sua apparenza riservata, ci auguriamo si celi un animo ricco di sensibilità, in questo caso possiamo sperare che voglia lavorare affinché i bambini d’Italia non debbano più vivere il dramma della separazione da uno dei genitori, che, come sappiamo e ripetiamo sempre, nella maggior parte dei casi, per decenni, è stato il padre.
L’attuale maggioranza può trovare il modo di rendere applicabile la legge sull’affidamento congiunto che, com’è oggi, presenta delle lacune e ambiguità inaccettabili.
Per una volta il concetto per cui si pensa soltanto all’individuo va diretto anche ai bambini. Il valore da sviluppare è proprio questo. Pensiamo ai bambini e, di conseguenza, ai genitori.
Si fa un gran parlare di Pacs, di coppie omosessuali che vogliono adottare bambini, di famiglie allargate e trasformate, ma, se vogliamo che l’opinione pubblica cominci ad aprire gli occhi, dobbiamo rendere forte la famiglia tradizionale. Come dire: ‘ricominciamo daccapo

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Pino 26 febbraio 2011 11:44
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E’ una vergogna ci sia ancora gente come Maurizio Saia, gente che ritiene l’omosessualità un insulto.
Secondo me non capisce questo Saia che razza di sofferenze può aver avuto la Bindi nella vita: cresciuta nel ventre della DC completamente votata alla chiesa e interiormente essere lesbica e doverlo negare sempre e comunque? lottare contro la propria ipocrisia e contro quella della società dev’essere terribile.
Che la Bindi sia omosessuale pare evidente ma da quando questa condizione può influire sulle capacità di una persona? la vita privata è privata e speriamo che adesso sotto la spinta del caso Berlusconi non si cominci a indagare anche sulla sua vita facendo venire fuori presunte donne pagate dalla Bindi: sarebbe una vergogna! la vita è la sua e il fatto che le piacciano le donne sono affari che non devono riguardare la società.
Il fatto che lei non ammetterà mai di essere lesbica è la strada più giusta. Brava Rosy non ammetterlo mai nemmeno davanti all’evidenza: una società ipocrita mertia solo ipocrisia

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