Dimissioni Berlusconi, la crisi di governo vista dai giornali stranieri

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Foto: Le copertine dell'Economist e Time su Berlusconi

“That’s all, folks”. L’Economist sceglie la sigla finale dei cartoni della Warner Bros, quelli di Willy il Coyote per intenderci, per salutare Silvio Berlusconi dimissionario, dedicandogli la sua sesta copertina. Il premier è ritratto al centro di un quadro che rappresenta un festino dell’antica Roma su cui campeggia la scritta “È finita, ragazzi”. Il settimanale britannico non rinuncia ancora una volta a punzecchiare il primo ministro italiano su cui ha da tempo espresso le sue riserve, dedicandogli prime pagine molto eloquenti, dal “Basta” all’ “Uomo che ha fregato un intero paese”. Impietosa anche l’analisi, ma con qualche barlume si speranza, identificato dal settimanale nella figura di Mario Monti.

L’Economist non risparmia dure critiche a Berlusconi, definendolo “inadatto a governare fino all’ultimo. Persino noi siamo rimasti scioccati nel vedere come, mentre la crisi dell’euro si stava avvicinando all’Italia, egli abbia dedicato il suo tempo alle feste e ai giochi politici e abbia accantonato la necessità di fare le riforme”, spiega il settimanale nell’articolo dedicato al caso Italia.

La speranza però c’è e si chiama Mario Monti la cui nomina al governo, scrive l’Economist, “delizierebbe i mercati”. Il periodico inglese non è il solo che ha deciso di dedicare a Berlusconi la sua prima.

Anche il Time uscirà nell’edizione europea con un’inchiesta sul premier a firma di Rana Foroohar.“The man behind the world’s most dangerous economy” (L’uomo dietro l’economia più pericolosa del mondo) questo il titolo scelto dall’autorevole settimanale statunitense. “Ciao Berlusconi. Come è diventato l’asset più tossico dell’Italia”, invece è la prima scelta dal Time per le edizioni americana e asiatica.

Più defilato oggi il Financial Times che, dopo il durissimo editoriale “In the name of God and Italy, go!” (In nome di Dio e dell’Italia, vattene), parla dei dissidi interni al Popolo della Libertà, ultimi sussulti del governo Berlusconi, identificando ancora una volta in Monti la speranza per l’Italia.

Ven 11/11/2011 da Lorena Cacace in

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Maurizio Pecoraro Da Vicari 13 novembre 2011 16:40
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Berlusconi è quello che ci meritiamo, si è dimesso ma non cambierá niente, bisogna far dimettere l’ Italia dall’ “ospedale dell’ignoranza”, perché un popolo che ha permesso la santificazione di un impostore e truffatore come “padrePio” è solo da manicomio.

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