L’amore in mostra al museo della Secessione di Vienna

Solo visitatori maggiorenni per la mostra d’arte al museo della Secessione viennese. Certo di nudi nell’arte ne abbiamo visti davvero tanti e francamente sentirsi scandalizzati di fronte ad un seno di Goya o di Raffaello risulterebbe assurdo più che anacronistico. Ma in questo caso nel tempio che vide l’esposizioni di Gustav Klimt ed Egon Schiele, un tempo pionieri delle loro avanguardie artistiche, il nuovo sperimentatore in questo caso lo svizzero quarantacinquenne Christoph Buechel, ha voluto trasformare quell’edificio sacro all’arte pittorica in un tempio dell’amore.
Buechel ha trasportato in museo quello che accade nel quartiere rosso di Amsterdam a tutte le ore del giorno, o che accade nella città Tahilandese di Pattaya e in tantissime altre parti del mondo dove la pratica erotica viene consumata pubblicamente. L’ambiente decisamente fetish è dominato da sedie ginecologiche, materassini adagiati a terra e camere sadomaso dove decine di ragazzi e ragazze si scambiano effusioni coperti in corpo da abiti che lasciano poco spazio all’immaginazione.
Questo di notte, poiché il giorno la mostra sempre vietata ai minorenni, ma priva di esplicitazioni sessuali ha un prezzo di ingresso molto diverso, 6 euro contro i 42 notturni, che variano a loro volta a seconda degli spettacoli in programma.
La mostra costata novantamila euro, grazie a capitali provenienti da investitori privati, è stata frutto dell’incontro tra l’artista e l “Associazione dei nottambuli in cerca di contatti“. L’associazione ha deciso di trasferire la sua sede abituale al museo della Secessione per ben due mesi.
Inutile dire che le file al botteghino del museo si moltiplicano principalmente nelle ore notturne.
Ora però occorre fare alcune considerazioni: personalmente ritengo che il museo in questione non sia il luogo più adatto a tale rappresentazione artistica, non in quanto si tratti di pratiche sessuali ma poiché queste non rispecchiano lo spirito che ha guidato per oltre un secolo centinaia di artisti che hanno cercato di dissociarsi dagli stili tradizionali.
L’arte in quanto finzione dovrebbe lasciare spazio all’immaginazione.
È stato così anche per l’iperrealismo, un’arte pittorica che si basava sulla riproduzione di un soggetto fotografico; l’immaginazione, la meditazione e la riflessione nascono dall’intuizione dell’opera d’arte come artefatto, come sintesi tra arte e artigianato.
Non condanno la pratica sessuale come forma di arte, ma pensare di proporre un orgia in un museo non mi sembra essere d’avanguardia. Fosse stata proposta nel 1940, con tutto il suo contorno storico e culturale avrebbe avuto un senso, ma nel 2010!?
Trovo molto più intenso, geniale e gratificante lo sforzo intellettuale compiuto dai visitatori pomeridiani, nell’osservare gli ambienti e gli oggetti della mostra, trasportando il pensiero a ciò che accade di notte in quei luoghi.
Coraggio Beuchel, hai certo fatto parlare di te ma puoi fare di meglio!
Gio 04/03/2010 da corrado.paolinelli











