L’amore entra nelle aule scolastiche

Guai grossi per una maestra di un istituto dell’hinterland milanese: una sua collega l’avrebbe scoperta in atteggiamenti sessuali, e completamente svestita, con alcuni dei suoi alunni in un’aula della scuola dove stava lavorando come supplente. La storia ha fatto il giro dei media italiani, nonostante la richiesta del preside di non far trapelare la notizia fuori dalle quattro mura di quell’edificio scolastico. Ma adesso è lei, la supplente accusata, ha prendere la parola per difendersi.
La donna, supplente di matematica, si è difesa, affermando che i ragazzini le avevano chiesto delucidazioni proprio riguardo alla sfera sessuale. Riguardo all’accusa che la voleva senza vestiti, lei ha smentito tutto: “Non ero svestita. Lui, invece, s’era slacciato i pantaloni. Tra noi c’era una forte simpatia”. E poi ha ammesso: “Sì, l’ho toccato. Gli ho dato troppa confidenza. E comunque ero convinta avesse 17 anni”. E poi ha aggiunto con le lacrime agli occhi: “Non nominatemi: al mio paese non potrei più vivere. Non me la perdonerebbero”.
La parola ora è passata alla Procura, che deciderà cosa fare della maestra che, nel frattempo, è tornata a casa in Molise. Se fosse stato per i dirigenti della scuola e per i colleghi la vicenda sarebbe passata sotto banco: tanto la supplente doveva rimanere pochi giorni ancora in quella scuola. Sono stati i genitori della scuola a insistere perchè questa storia venisse a galla: tutta una montatura oppure una storia vera?
Lun 13/11/2006 da Patrizia Chimera







