Juventus-Milan, una serata speciale per Andrea Pirlo

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Foto: Pirlo contro il MIlan dopo 10 anni

Il posticipo della Serie A ci ha regalato un Milan Juventus con tanti motivi d’interesse. I campioni d’Italia, partiti non benissimo, affrontavano una delle candidate più serie alla successione dei rossoneri sulla cima del campionato. Per la Juventus era il primo grande banco di prova dopo un inizio buono ma non eccezionale. Ma soprattutto era la serata di Andrea Pirlo, centrocampista della Vecchia Signora e della Nazionale, passato in estate a parametro zero dal Milan alla Juventus.

Per Andrea Pirlo, al di là delle dichiarazioni di facciata, essere scaricato a parametro zzero dalla squadra nella quale hai disputato le ultime dieci stagioni vincendo tutto non deve essere stato piacevole. Il centrocampista bresciano, però, è persona poco incline alle luci della ribalta al di fuori del campo di calcio. Ha firmato un contratto con la Juventus che gli ha affidato le chiavi della squadra ed un gruppo da rilanciare e guidare verso la terra promessa, la vittoria.

L’inizio di stagione è stato decisamente incoraggiante, Andrea Pirlo fa girare la Juventus come un congegno perfetto, senza nessun granellino di sabbia ad incepparne il funzionamento. La gara di ieri sera doveva essere la conferma definitiva e così è stato, anche se non c’era nessun bisogno. Prima della partita baci ed abbracci a centrocampo, facce amiche per anni o per qualche mese che si dirigono verso la metà campo avversaria, non deve essere stato facile. Dopo il fischio dell’arbitro, però, per Pirlo è iniziata la partita della dolce vendetta. La Juventus ha dominato in lungo ed in largo un Milan che è sembrato in netta difficoltà dal punto di vista fisico e del gioco. Come se mancasse una luce a centrocampo. Luce che brillava nitida ed inconfondibile con un’altra maglia.

Alla fine la gara è stata decisa da una doppietta di Claudio Marchisio, due azioni nelle quali Andrea Pirlo non è entrato, però al termine della partita tutti i microfoni e tutti i complimenti erano per lui, che come sempre li ha schivati agilmente come fa con gli avversari in campo. Capendo dove va il gioco un attimo prima di tutti gli altri.

Lun 03/10/2011 da Fabio Pagano in ,

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