Energia nucleare: l’Italia torna indietro?

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Centrale nucleare

In questi giorni, a precedere, ma soprattutto a seguire, il primo consiglio dei ministri del nuovo governo Berlusconi, grazie all’intervento di Claudio Scajola, si è riaffacciato come argomento nei dibattiti, politici e pubblici, il tema del nucleare, da sempre molto combattuto in Italia dove gli scontri sul rapporto sulla sua pericolosità/utilità hanno da sempre infiammato le discussioni parlamenteari e non.

Sin dalla sua nascita, il nucleare ha diviso le opinioni di politici e di gente comune, discussione culminata con il referendum del 1987 quando l’Italia decise a furor di popolo, sicuramente influenzata anche dal disastro avvenuto a Cernobyl l’anno precedente, di escludere il nucleare come possibile fonte di energia per il paese. In questi ultimi tempi però, dato il caro petrolio, la presenza comunque di centrali nucleari a pochi chilometri dal confine italiano (Francia e Slovenia) e il continuo sviluppo tecnologico in merito, questa idea su come “illuminare” l’Italia sta riprendendo piede con forza e il nuovo governo sembra che abbia tutta l’intenzione di fare almeno partire il progetto.

Qui di seguito alcuni punti a favore di questa novità e altri a suo sfavore.

A favore:

  • Energia pulita e utilizzabile per un lungo lasso di tempo;
  • Meno costi in quanto meno importazione di petrolio e metano;
  • La maggiore sicurezza degli impianti moderni rispetto a quelli degli anni ’80;
  • In caso di incidente nelle centrali alpine l’Italia verrebbe comunque interessata (si pensi che nell’86 la nube di Cernobyl arrivò sino da noi) quindi tanto varrebbe averne anche qui.

A sfavore:

  • Difficile eliminazione delle scorie che rimangono radioattive, e quindi pericolose, per migliaia di anni;
  • Difficoltà nel partire da zero nella costruzione e, vista la sua durata, possibili interventi da fare in corso d’opera: l’Italia in questo campo non è certo al top europeo;
  • Un residuo problema di sicurezza in caso di inefficienza e problemi connessi al terrorismo o a fenomeni naturali che in Italia non mancano;
  • La presenza di altre fonti alternative e rinnovabili (eolico, solare, ecc) che potrebbero rendere il nucleare inutile.

Le posizioni, come si può vedere facilmente, sono opposte e difficilmente intersecabili! Resta da vedere cosa ne sarà del futuro del nucleare in Italia!

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Alberto 23 maggio 2008 12:51
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Non si parla mai del prezzo dell’uranio e del fatto che sia in strepitoso aumento.

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Gianluigi 23 maggio 2008 15:29
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L’italia e piena di uranio ci sono gia le miniere pronte per per l’estrazione sarebbe da stupidi non utilizare questa fonte di energia ( ps le centrali che sono state chiuse contengono ancora le bare quindi il pericolo c’è sempre)

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23 maggio 2008 13:57
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l’ITALIA, con queste scelte, VA AVANTI !

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EnZiS BLOG 23 maggio 2008 14:21
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Ma il risultato “a furor di popolo” dell’87 va a farsi benedire?

E se gli appalti per la costruzione delle centrali diventano come quelli per l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria dove invece del cemento si usano materiali di serie b?

Oggi già stokkiamo le scorie radioattive di varie nazioni (e non abbiamo centrali), figuriamoci cosa accadrà quando le avremo!!!

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Gianluigi 23 maggio 2008 15:39
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Qunsto è uno dei problemi, io penso che per rendere le cose più sicure si dovrebbe fare una gara d’appalto internazionale escludendo l’italia per quanto riguarda la tecnoologia ed i lavori di muratura fali fare ad qualche azienda italiana, l’energia in italia costa troppo.

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Predator87 23 maggio 2008 16:36
Subtract karmaAdd karma1 Punti

Per me è troppo tardi…e poi gli svantaggi sono forti(stoccaggio scorie e metodi di gestione all’italiana)…hanno detto che la prima pietra verrà posata nel 2013…dovremo aspettare ben 25 anni affinche sia operativa quindi 2038…calcolando anche la continua evoluzione delle fonti rinnovabili che in altri paesi cresce sempre più non credo sia la strada giusta da seguire…ma i nostri politici dovranno pure far mangiare un pò di soldi pubblici ai re del cemento e alle multinazionali amiche come Enel&Eni!

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Marco 27 maggio 2008 15:24
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il risultato a “furor di popolo ” era stato anche per i GIUDICI che dovevano essere responsabili dei giudizi ma da allora paghiamo noi, se sbagliano. Ora bisogna che l’Italia si desti per davvero,imparando a sfuttare il NUCLEARE e le relative scorie,cosi’ il petrolio potranno,certi signori della guerra, berselo a tavola, e potranno imparare a lavorare voglio vedere sanza i petroldollari con che tipo di maniglie apriranno la porte d’oro che hanno nelle regge,e come faranno a comperare armi,ecome sfameranno le 15 mogli e relativi figli,oppure a fare guerre inutili. Per le scorie anche tutti gli ospedali ne sono pieni,Bisogna imparare ad utilizzarle fino all’esaurimento!!!!marcos

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Giuseppe 3 aprile 2010 18:11
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Tutta questa convenienza sinceramente non mi convince. Se si considerano i costi per progettazione, costruzione, gestione della centrale, smaltimento delle scorie radioattive e per finire smantellamento della centrale dopo qualche decennio di funzionamento penso che convenga di più investire sulle fonti rinnovabili, fotovoltaico in primis.

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