Istat: nel 2009 quasi 3 milioni di lavoratori in nero

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lavoro nero

L’Istat ha rivelato i dati del lavoro nero nel nostro paese. Nel 2009 i lavoratori irregolari in Italia erano quasi 3 milioni: per la precisione erano 2 milioni e 966 mila. Per lo piu’ i lavoratori in nero erano occupati come dipendenti, 2 milioni e 326 mila contro le 640 mila unità di lavoro indipendenti, con una crescita rispetto ai dati del 2008 (2 milioni e 958 mila unità di lavoro circa). Il peso del sommerso economico sul Pil italiano è compreso tra il 16,3% e il 17,5%, mentre nel 2000 era tra 18,2 e 19,1%). Il picco piu’ alto venne raggiunto nel 2001, con una percentuale del 19,7%.

Per quanto riguarda il lavoro in nero, l’Istat trova diversi comportamenti che gli operatori economici utilizzano per evadere il sistema fiscale e contributivo, come il “mancato versamento dei contributi sociali: nel 2008 erano circa 2 milioni e 958 mila le unità di lavoro non regolari (ula)“.

L’Istat continua affermando che se le prestazioni lavorative sono irregolari producono un reddito che non viene dichiarato e percio’ “nel 2008 l’incidenza del valore aggiunto prodotto dalle unità produttive che impiegano lavoro non regolare risulta pari al 6,5 per cento del pil, in calo rispetto al 2000 quando ne rappresentava il 7,5 per cento“.

L’impiego del lavoro irregolare e’ solamente un aspetto dell’economia sommersa, anche perche’ la fetta piu’ rilevante rappresenta la sottodichiarazione del fatturato e il rigonfiamento dei costi che vengono utilizzati nel processo di produzione del reddito: nel 2008 il valore aggiunto non dichiarato relativo a queste due componenti era pari al 9,8 per cento del pil (contro il 10,6 per cento nel 2000).

Fonte | Repubblica

Mar 13/07/2010 da Patrizia Chimera in

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