Israele: sei italiani tra i 610 attivisti arrestati

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Anche sei italiani tra i 610 attivisti arrestati da Israele. Ieri la notizia dell’attacco dell’esercito israeliano, ai danni di alcune navi umanitarie, che facevano parte di un’associazione con base in Turchia, che nelle stive delle imbarcazioni aveva raggruppato una serie di aiuti da portare alla popolazione di Gaza. Beni di prima necessità, per permettere a quelle popolazioni di vivere meglio. Moltissimi gli attivisti che hanno perso la vita durante questi attacchi, mentre tutti gli altri si trovano ancora in arresto. Tra questi anche dei nostri connazionali che, secondo le notizie frammentarie che ci arrivano da laggiù, dovrebbero stare bene.

Il consiglio di sicurezza dell’Onu si è già radunato e dopo dodici ore di dibattito, con le posizioni contrastanti dei paesi amici di Israele e quelli che, invece, volevano la linea dura contro il paese reo di aver attaccato dei civili, ha raggiunto un accordo, chiedendo un’inchiesta veloce, imparziale e trasparente, per capire cosa è successo veramente.

Una decina di persone hanno perso la vita in questo attacco e altre 610 si trovano agli arresti. Intanto, il ministero della Difesa di Tel Aviv ha dichiarato che nessuna nave di aiuti potrà entrare a Gaza. Al momento ci sono altre due imbarcazioni, dell’associazione Free Gaza, in viaggio verso quella terra: si dovrà decidere se continuare il viaggio oppure no. Anche se i rumors che arrivano ci dicono che gli attivisti vogliono continuare.

Intanto scopriamo che tra i 610 attivisti fermati ci sono anche sei italiani, detenuti come tutti gli altri presso il nuovo carcere del sud di Israele di Ela, nella cittadina di Beersheba. Secondo le notizie che arrivano dalla prigione, gli stranieri si trovano in buone condizioni. Nei giorni scorsi si era parlato di quattro italiani tra i fermati: a questi dobbiamo aggiungere due cittadini con doppia nazionalità, un italo tedesco e un italo palestinese. I nostri connazionali sono il tenore Giuseppe ‘Joe’ Fallisi, Manolo Luppichini, Marcello Faracci, la giornalista Angela Lano, Manuel Zani e Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin.

Fonte | Corriere

Mar 01/06/2010 da Patrizia Chimera in ,

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