In Iraq niente soldati. Ma i civili si!
Il governo ha deciso: entro la fine dell’autunno non rimarrà più nessun soldato italiano in Iraq. In accordo con le promesse fatte durante la campagna elettorale, non ci saranno più missioni militari nel paese iracheno. Il ministro della Difesa Arturo Parisi ha così annunciato la decisione del governo: “Escludiamo una presenza militare perché la riteniamo incompatibile con gli impegni presi con gli elettori”. Ma il governo non esclude una missione di pace civile, senza la protezione dei militari. Detta così, cambia poco: ci saranno sempre dei nostri connazionali in pericolo senza protezione in Iraq. Da quando la sinistra è al governo parla di “missione di pace”: perché prima parlava di “missione bellica”? C’è qualcosa che non torna. Questa polemica è stata sollevata da Fini, che ha invitato Prodi ad ammettere di aver sbagliato sulla natura della missione in Iraq.
Dopo gli ultimi attentati di Nassiriya, in cui ha perso la vita un militare italiano, la questione della presenza italiana in Iraq è tornata alla ribalta. E in risposta alla provocazione di Gianfranco Fini, Parisi ha risposto così: ” Ritengo che i nostri militari siano al servizio della pace nell’ispirazione dell’articolo 11 della Costituzione. Nelle stesse dichiarazioni di Fini ho visto l’auspicio che la missione militare si trasformi in una missione di pace quasi a dare d’ intendere che esista un’incompatibilità tra missione militare e missione di pace. Incompatibilità che personalmente non riconosco perché ritengo che i nostri militari siano al servizio della pace”.
Gio 08/06/2006 da Patrizia Chimera






