L’Iran e l’uranio: una storia senza fine

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Mohamed El Baradei

Non è servito a nulla l’intervento di Mohamed El Baradei, il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica. L’Iran ha deciso di proseguire con i suoi pericolosi studi sull’uranio. Il presidente oltranzista iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, ha infatti respinto con forza la richiesta delle Nazioni Unite di fermare il processo di arricchimento dell’uranio. Il timore delle comunità internazionali è che nel progetto del presidente iraniano ci sia la possibilità di costruire una pericolosissima bomba atomica. E la priorità è fermarlo prima che ciò accada.

El Baradei aveva più volte manifestato la volontà di “convincere i governanti iraniani a venire a patti con le domande della comunità internazionale”. Ma niente da fare: Mahmoud Ahmadinejad, che purtroppo negli ultimi tempi abbiamo imparato a conoscere, non vuole scendere a patti con nessuno. L’Iran è fermamente convinto che la sua strada sia proseguire con quei pericolosi esperimenti. L’unica risorsa rimasta alle Nazioni Unite per fermare questo folle è il negoziato. Ma non sarà un percorso facile: si prevedono tempi duri per tutti.

Gio 13/04/2006 da Patrizia Chimera

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Gabriele Pierfederici 13 aprile 2006 10:13
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La sicurezza di Ahmadinejad deriva dal fatto di avere alle spalle dell’Iran l’intero continente asiatico che, capitanato da India e Cina, sta lottando per il predominio sull’economia mondiale.
La necessita’ sempre piu’ pressante e’ quella di imporre il prezzo del petrolio con una moneta favorevole allo sviluppo del mercato asiatico.
Questa volta, l’avanzata verso i pozzi petroliferi non potra’ essere arrestata con la scusa di una missione di pace.

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Gennaro 13 aprile 2006 12:43
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Oh beh, sarà sicuramente certo della sua posizione e dell’appoggio delle potenze emergenti dell’Asia..ma quando la pesante mano di Bush calerà sul suo paese India e Cina che faranno mai? Correranno in suo aiuto? mmm io non credo proprio..

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Gabriele Pierfederici 13 aprile 2006 15:02
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Ahmadinejad ha dichiarato: “gli Stati Uniti non possono fermarci e lo sanno bene”.
L’avanzata dell’Asia verso i pozzi petroliferi ha solo bisogno di un pretesto, una scusa qualsiasi per mettere in atto i piani di invasione gia’ preparati da Cina e India. e quale scusa e’ migliore di un’invasione territoriale del nemico? il resto si decidera’ con la forza, ci puoi scommettere

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