Internet patrimonio dell’umanita’, secondo Ignacio Arroyo

Internet deve diventare patrimonio dell’umanita’. Questo e’ quello che sostiene Ignacio Arroyo, insegnante di diritto mercantile presso l’Universita’ Autonoma di Barcellona, che interviene proprio in merito della difesa della rete, intesa come un bene importante, comune dell’umanita’, che quindi va protetto. Nel nostro paese queste considerazioni non devono essere sottovalutate, dal momento che rappresentano un tema decisamente attuale, del quale spesso, chi ne parla, ne conosce davvero molto poco.
In Italia il tema della liberta’ e della regolamentazione di internet e’ tornata d’attualita’: dopo l’aggressione ai danni di Silvio Berlusconi, su Facebok sono nati dei gruppi che inneggiavano al suo aggressore e si auguravano la morte del premier. Siti e gruppi come questi esistono da tempo e non riguardano solamente il Premier. Roberto Maroni ha chiesto un incontro con i massimi esperti del settore, dal quale e’ nata l’esigenza di una sorta di autoregolamentazione, per difendere il diritto di espressione, ma anche per intervenire in caso di reato su internet.
A questo proposito, Ignacio Arroyo pone tre considerazioni in merito alla questione internet. La prima ipotesi riguarda il fatto che la rete pone “un problema planetario, comune a tutta l’umanitĂ “. Internet, per la prima volta, ha permesso una comunicazione globale: tutti possono comunicare da ogni angolo del pianeta con l’altro capo del mondo, accedendo in liberta’ al sapere e alla cultura. Per questo prima di prendere decisioni bisogna ascoltare le voci che arrivano da tutto il mondo: perche’ interne e’ globale.
La seconda considerazione ci dice che internet deve essere dichiarato patrimonio comune dell’umanita‘, che la legge sul copyright deve essere modernizzata, che gli autori devono essere protetti ma “non proibendo totalmente la riproduzione per uso privato e senza scopo di lucro” (a questo scopo si pensa ad un canone di circa tre euro, un “canone digitale destinato alle societĂ che gestiscono i diritti, come giĂ avviene con le fotocopie“.).
Ed ecco la terza considerazione: “Non credo che la repressione penale serva a qualcosa“, poiche’ “l’importante è stimolare la cultura e il sapere“. Considerazioni molto importanti da tenere conto quando si parla di internet e delle regole da applicare per conservare i principi di base della rete: libero accesso di tutti alle informazioni, limitando pero’ il proliferare di reati. Voi che ne pensate?
Immagine presa da:
www.impresalavoro.eu.
Fonte | Corriere
Ven 25/12/2009 da Patrizia Chimera in Spagna











