Intercettazioni telefoniche: il primo via libera per la legge bavaglio

Primo si’ per la cosiddetta legge bavaglio sulle intercettazioni telefoniche, al vaglio del governo proprio in questi giorni. Presso la Commissione Giustizia del Senato, nella serata di ieri, in una seduta notturna e straordinaria, è stato fatto il primo passo verso questa legge contro le intercettazioni telefoniche: a Palazzo Madama, dopo un duro scontro tra opposizione e maggioranza, sono state approvate le nuove regole in merito alle intercettazioni telefoniche.
Alle ore 22 di ieri è stato votato l’emendamento del governo che riscrive l’articolo 266 del Codice di Procedura Penale. Queste nuove regole stabiliscono come possono essere fatte le intercettazioni telefoniche, cosa deve fare un pm e cosa il giudice, per quanto si può ascoltare una persona, quando si possono disporre le intercettazioni.
Per poter avviare delle intercettazioni telefoniche, si dovrà essere in possesso di gravissimi indizi di reato e dovrà contare su “specifici atti di indagine” che devono provare le varie responsabilità dell’indagato o di tutte le altre persone che si mettono sotto controllo telefonico.
Dei paletti davvero molto importanti, dal momento che, nella maggior parte dei casi, sono proprio le intercettazioni telefoniche delle prove rilevanti per poter chiamare a giudizio una persona. Non si potranno disporre intercettazioni, non si potrà accedere ai tabulati telefonici e non si potranno più mettere cimici, se prima non si avranno prove scottanti sulla persona che si intende indagare.
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media.panorama.it.
Fonte | Repubblica
Mar 18/05/2010 da Patrizia Chimera in Governo, Legge











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