Inondazioni in Asia, bloccati 200 italiani a Ladakh

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Turisti bloccati nel Kashmir

Duecento turisti italiani ancora bloccati dalle inondazioni in Himalaya: nella regione di Ladakh (Kashmir) nota per i monasteri tibetani e meta degli appassionati di trekking da tutto il mondo, si sono scatenate violente inondazioni. Una fonte diplomatica della Farnesina presso l’ambasciata italiana in India - a New Dehli – ha raccontato all’agenzia Ansa che “stiamo cercando di rintracciarli uno a uno, ma il compito è difficile a causa delle comunicazioni interrotte e delle strade bloccate”. Impossibile quindi tracciare un bilancio dei connazionali in poche ore, sarà necessario attendere alcuni giorni.

Dal ministero degli Esteri italiano, inoltre, sottolineano che “non è possibile escludere, per il momento, la presenza di vittime tra i turisti stranieri“. Secondo le notizie disponibili, uno straniero è morto ma non è ancora nota la sua nazionalità. Gli elicotteri di soccorso hanno visto il cadavere e portato in salvo circa 150 persone tra cui 3 italiani nella valle di Zanskar. Le strade sono in molti casi inaccessibili e occorre attendere l’intervento degli elicotteri.

Patrizia Caiffa, giornalista italiana in vacanza a Leh, ha raccontato all’Ansa: “Siamo bloccati all’aeroporto, sono partiti solo pochissimi voli, abbiamo aspettato otto ore sotto il sole ma non riusciamo ad acquistare un biglietto, siamo tutti stanchissimi e provati, c’e una disorganizzazione enorme da parte delle autorità indiane. Ogni mattina, alle 4 andiamo all’aeroporto nel tentativo di poter acquistare un biglietto per il volo di rientro, ma non c’è mai la disponibilità per tutti”.

Le alluvioni coinvolgono anche la popolazione locale: altri corpi sono stati ritrovati nella vallata di Leh. In Pakistan il disastro umanitario è molto grave, con quindici milioni di persone coinvolte, ma le piogge hanno rallentato l’intensità. Secondo le Nazioni unite queste inondazioni sono state più devastanti del terremoto di Haiti e dello tsunami in Asia.

Fonte | Corriere

Mar 10/08/2010 da Andrea Paternostro in

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