Incidente a 480 km/h: muore Scott Kalitta!

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In molti sport legati alla velocità, si sa, i piloti corrono dei rischi enormi per essere sempre più veloci, per essere i migliori, per vincere e avere prestigio spesso a scapito della loro stessa sicurezza. Come sappiamo anche dai “normali” incidenti stradali, la velocità spesso uccide e l’incidente occorso a Scott Kalitta, impegnato nel campionato NHRA, non è che la riprova di come, nell’esagerare e esasperare le prestazioni motoristiche, si sottovalutino i pericoli per chi, poi, quei mezzi li deve guidare.

La morte, non nuova in questa particolare formula che vede bolidi da 8.000 cavalli scontrarsi a due a due in gare da 1/4 di miglio, è ritornata e questa volta si è presa la vita di Scott Kalitta, due volte campione del mondo di specialità (1994-1995). L’incidente è avvenuto in una gara verso la metà della competizione e ha visto il dragster di Scott, che procedeva ad una velocità prossima ai 500km/h (!), prendere fuoco e, ancora infuocato, schiantarsi ed esplodere a fine pista, lasciando tutti i presenti attoniti e senza parole. L’intervento tempestivo dei medici non ha potuto salvargli la vita.

Scott Kalitta

Oggi molti aspetti della vicenda restano da chiarire e molti cominciano a chiedersi se sia il caso di continuare nello sviluppo e nell’estremizzazione di uno sport che ha visto, nella sua storia, decine di morti… che non sia forse il caso di porvi uno stop o, almeno, un limite?

Lun 23/06/2008 da Gio81 in , ,

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Franco Canina 17 settembre 2008 22:31
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La cronaca di questo avvenimento, in questo sito, è stata fatta da un incompetente: lo prego di citare nome e cognome delle decine di morti, come prima cosa; in secondo luogo lo prego di informarsi per bene leggendo ciò che il sito della stessa NHRA propone ai Media Accreditati: se ci riuscirà….

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Gio81
Gio81 17 settembre 2008 22:45
Subtract karmaAdd karma1 Punti

mi scuso per l’incompetenza Franco…
io ho trovato, come sempre per i miei articoli, diverse fonti e ho tentato di interpretarle e spiegarle anche a chi non sia un tecnico in materia…
riguardo ai singoli punti:
punto 1. non serve citare i nomi delle decine di morti per affermare che ci siano state… se non è a conoscenza della quantità di persone morte in questo sport o vuole (non capisco perchè) sminuirne il numero sono fatti suoi… ma non neghiamo l’evidenza…
punto 2. non ho capito a cosa si riferisca questo secondo punto ma le assicuro che prima di scrivere questo articolo (3 mesi fa) sul sito dell’NHRA (e non solo su quello) ci sono andato più di una volta… se vuole sottolineare il fatto che sul sito ufficiale le morti passino in secondo piano, facendo credere a chi legge che siano state solo 4 o 5, si informi magari anche su altri siti…
saluti!
ps. il “se ci riuscirà” lo risparmi per qualcun’altro, grazie!

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