Incidente a 320 km-orari: il giovane esce illeso dalla Pagani Zonda

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incidente pagani zonda

Brutto incidente per un monegasco sull’autostrada A10 subito dopo Spotorno. Il giovane, di cui non si conosce l’identità, si è infatti schiantato a 320 chilometri orari con la sua Pagani Zonda nera dopo un testa coda in mezzo alle corsie autostradali e dopo che la macchina si è capottata. Miracolosamente il giovane è uscito illeso dall’auto, ormai da rottamare. La polizia gli ha immediatamente ritirato la patente. L’auto era l’ultimo modello del marchio, del valore di un milione e 200 mila euro.

Due notti fa attorno alla mezzanotte è avvenuto un terribile incidente stradale sulla A10, poco dopo Spotorno. Un auto, una Pagani Zonda ultimo modello nera, viaggiava alla velocità di 320 chilometri orari e si è andata a schiantare contro il guard rail per poi fare un testa coda, capottarsi e schiantarsi contro il guard rail dell’altro lato. Alla guida un giovane monegasco che stava rientrando al Principato di Monaco.

L’auto, l’ultimo modello del valore di un milione e 200 mila euro, è ora da rottamare. Miracolosamente il giovane è uscito illeso dai rottami della macchina; mentre era diretto verso Monaco, il giovane ha perso il controllo dell’auto in corsia di sorpasso a una velocità di 320 chilometri. L’auto ha prima sbandato contro il guard rail, ha fatto un testa coda, ha perso una ruota, si è capottata e si è poi schiantata contro il guard rail sull’altro lato. Nessun’altro è stato coinvolto nell’incidente e, una volta arrivata sul posto, la polizia ha tolto la patente al giovane monegasco la cui identità è rimasta anonima.

Fonte | Corriere della Sera

Ven 18/02/2011 da Eleonora Gionchi in

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Raffaella 18 febbraio 2011 15:05
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Sarebbe lecito però ammazzarlo adesso a bastonate…

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Il solito ignoto 18 febbraio 2011 16:35
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Certo che chi ha scritto l’articolo ha ripetuto ben tre volto la dinamica dell’incidente, ma li rileggete prima di pubblicarli?

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Alessandro 18 febbraio 2011 17:21
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L’**** si è salvato, ma se nella sua folle corsa avesse coinvolto altri automobilisti?
Se ci fosse scappato il morto? Intendo dire altri, non questo cretino, che sarebbe stata una perdita modesta per l’umanità…

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Marco 18 febbraio 2011 19:20
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Sembra brutto essere sempre troppo drastico ma, a parte pubblicare i cartelloni con il nome di un tale cretino, avrebbero anche dovuto dargli tante sberle da rimandarlo a Monaco con la testa girata indietro!!!!!!!!
Non si può essere così ignoranti…

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Simone 18 febbraio 2011 20:07
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certo uscire vivo da uno schianto a tale velocitàà … soltanto da auto di questo calibro!! però andrebbe impiccato! soltanto per aver distrutto un auto così prestigiosa oltre a aver messo a rischio la vita altrui. c’e la pista per questo tipo di brividi.. la pista è l’unico posto dove ha senso portare al limite quest’auto, considerazione personale.

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18 febbraio 2011 20:18
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Ma invece una bella multona proporzionata al reddito (è uno che si compra la zonda da 1.200.000 euri) sarebbe un più utile contributo all’economia italiana, no?

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Ariex 18 febbraio 2011 21:22
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a questo personaggio la patente non dovrebbe piu vederla ma purtroppo i soldi fanno il loro dovere

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Gianluca L 19 febbraio 2011 11:25
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io credo che dopo un incidente con una macchina pagata piu di un milione di euro non mi interessa essere vivo VOJO MORIIIIIIIII!!!!!

ovviamente scherzo… l’importante è che non sia accaduto nulla di grave, apparte il fatto stesso…

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Magneto 19 febbraio 2011 11:38
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credo che a 320 km e’ equivalente ad essere armato, sarebbe potuto succedere di tutto. Perseguirlo penalmente sarebbe un’idea. Ripeto 320 km! Vai a morire in pista FENOMENO!

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19 febbraio 2011 11:48
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Ahahaha quanta invidia che si vede in questi commenti.. la gente è incredibile. ok che ha sbagliato ed è noto a tutti, ma accanirsi in questa maniera maniacale non mi sembra il caso..

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CIVASCO 19 febbraio 2011 11:55
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INVIDIA???TE STAI FUORI!!!!

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ANTONIO 20 febbraio 2011 11:39
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Gesù ci avvisa: “fatevi un tesoro nei cieli, dove il ladro non può arrivare, e il tarlo non lo può consumare”.. ma di quale tesoro sta parlando?monete d’oro?possedimenti?case?…ne dubito,Gesù non è così materialista come lo siamo noi; il tesoro di cui parla è il Regno di Dio; un tesoro che rimane e non si consuma, un tesoro che ci rende felici anche se non abbiamo niente, “vendete ciò che possedete e datelo in elemosina” sottolinea Gesù. Sì, miei cari, perchè le ricchezze terrene, non fanno la felicità, la vera felicità la si trova nell’incontro con Gesù, la vera felicità si trova nel servire un fratello sofferente, come ci insegna Cristo, la vera felicità si trova tutte le sere, tornando da lavoro ed abbracciare i nostri figli.. la vera felicità solo l’amore può darcela, e Dio è Amore. Purtroppo, al giorno d’oggi, i nostri tesori sono altri, sono beni materiali così legati alla terra e il nostro cuore è “bloccato” a quelle cose, quindi incapace di volare, verso gioie che non finiscono con questa vita. “Com’è difficile che un ricco entri nel regno dei cieli”

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