Inchiesta sulla nuova P3: Silvio Berlusconi, il Cesare delle intercettazioni

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Silvio Berlusconi Cesare

Silvio Berlusconi come Cesare: con questo nome, infatti, secondo gli inquirenti veniva indicato il Presidente del Consiglio, in occasione delle telefonate tra i protagonisti dell’inchiesta sulla nuova P3. I verbali di questo caso, composti da moltissime pagine, ci propongono anche delle intercettazioni telefoniche, nelle quali si parla di un certo Cesare, nome dietro al quale si celerebbe la figura di Silvio Berlusconi. Intercettazioni che ci parlano degli affari gestiti da Denis Verdini, il coordinatore del Popolo della Liberta‘, e che vedono coinvolti personaggi come Marcello Dell’Utri, Giacomo Caliendo, sottosegretario alla Giustizia, Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi.

L’inchiesta dei giudici sulla nuova P3 vede coinvolti moltissimi nomi famosi della nostra politica e della nostra imprenditoria: nomi che lo stesso Silvio Berlusconi aveva liquidato dietro la definizione di “quattro sfigati in pensione“. I verbali della Procura ci raccontano di trame segrete, con “scambio di favori tra reti criminali” come li ha definiti il procuratore antimafia Pietro Grasso.

Secondo le carte, pare che questa cricca abbia cominciato a lavorare il 22 settembre del 2009, con un incontro per parlare del Lodo Alfano, che il 6 ottobre successivo sarebbe approdato alla Consulta. Una riunione a casa di Denis Verdini doveva fare in modo che tutto procedesse come nei piani del Cesare.

Proprio Cesare viene nominato piu’ volte: “… Poi ammo a vedè Cesare quanto prima…“. Fino al 7 ottobre questo nome viene menzionato piu’ volte: un Cesare da vedere, da informare, da accontentare, in merito alla questione del Lodo Alfano, protagonista della cronaca politica in quei giorni.

Fonte | Repubblica

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