In Toscana arriva la carta di credito per i transessuali

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transessuale

In Toscana è stata pensata un’iniziativa molto particolare per i transessuali che, spesso, vengono discriminati e non riescono a trovare lavoro. Per i transegender in cerca di un lavoro la regione metterà a disposizione una vera e propria carta di credito, caricata di 2.500 euro che i transgender potranno spendere in due anni. Ma la carta potrà solamente essere utilizzata per pagare le tasse di iscrizione a corsi di formazione professionale.

La Regione Toscana ha deciso di spendere così i 150mila euro ricevuti dal Fondo Sociale Europeo: per aiutare nella formazione professionale una delle categorie “ad alto rischio di esclusione sociale”. Questo non è però il primo esperimento del genere nella regione Toscana. A Pistoia questa carta Ila (Individual learning account) era già stata utilizzata per permettere ai transgender di formarsi e aprire i contatti con le aziende per costruirsi un futuro professionale.

Ecco il commento dell’assessore al lavoro: “E’ un intervento che realizziamo con risorse aggiuntive diretto alle fasce deboli del mercato e non c’è dubbio che quella dei trans lo sia. Vogliamo dare a queste persone una concreta opportunità di fare una vita normale, evitando che l’isolamento le spinga a prostituirsi per riuscire a guadagnare dei soldi. Dobbiamo toglierle dal marciapiede”.

Ma le reazioni della Casa delle Libertà non si è fatta attendere: “Siamo alla follia. Mancano i soldi per distribuire carrozzine ai disabili e che si fa? Si stacca un assegno da 150mila euro per i transessuali. Perché allora non ritagliare altre risorse per le donne senza lavoro? O per gli uomini senza lavoro con la barba? E’ pazzesco”. Mentre Vladimir Luxuria fa i complimenti: “Questa volta si è colpito nel segno, il problema di quasi la totalità delle trans è trovare lavoro. Chiunque urla al danno fatto ad altri disoccupati dimentica che tra i disoccupati ci sono molte trans, che per un aspetto esteriore che contrasta con i dati anagrafici spesso non vengono valutate per la propria capacità lavorativa”.

Fonte | Repubblica

Sab 02/06/2007 da Patrizia Chimera in , ,

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Etero pride 82' 2 giugno 2007 11:10
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Il posto di lavoro giusto per questi( o queste, boh?)depravati è solo uno: sulla strada a farsi i…….!! Non si scappa.

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