In pensione a 65 anni, per le lavoratrici del pubblico impiego

Le donne andranno in pensione come gli uomini, a 65 anni. Almeno quelle che lavorano nel pubblico impiego. Il Consiglio dei Ministri, infatti, ha approvato l’equiparazione dell’età pensionabile tra uomini e donne che lavorano nella Pubblica Amministrazione. In questo modo ci adeguiamo alle richieste dell’Unione Europea, che aveva chiesto all’Italia l’innalzamento dell’età pensionabile, per la pensione di vecchiaia, portando a 65 anni l’età delle donne, equiparandola a quella degli uomini. A partire dal primo gennaio 2012 le donne del pubblico impiego andranno in pensione una volta raggiunti i 65 anni.
Le risorse economiche che deriveranno dall’innalzamento dell’età pensionabile delle donne, che arriverà a 65 anni per le pensioni di vecchiaia, saranno destinate ad un Fondo vincolato devoluto alle necessità delle famiglie e delle donne. Un’idea proposta dal ministro per le pari opportunità Mara Carfagna.
“L’impatto di questa norma è molto modesto, si parla di una platea stimata in circa 25mila donne nell’arco temporale da qui al 2012“, queste le parole del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: “L’impatto effettivo è molto molto contenuto“.
Renato Brunetta, ministro della Pubblica Amministrazione, sottolinea che l’innalzamento dell’età pensionabile non serve a fare cassa, anche perchè i risparmi nel 2010 e nel 2011 saranno pari a zero, mentre nel 2012 saranno di 50 milioni e nel 2013 di 150 milioni.
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Fonte | Repubblica
Gio 10/06/2010 da Patrizia Chimera in Governo, Pensioni, Pubblica Amministrazione











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