In Libia condannati a morte per disordini allo stadio

Se questa regola venisse applicata anche in Italia nei nostri stadi di calcio, la popolazione si dimezzerebbe nel giro di una giornata di campionato. In Libia alcuni tifosi che hanno “osato” obiettare contro l’arbitraggio durante una partita di calcio, invadendo il campo di gioco e insultando per scherzo Gheddafi Junior, sono stati condannati a morte. E solo per aver detto che la partita era stata venduta.
A subire questa severa punizione, tre tifosi del Al-Ahly di Bengasi. A parlare di questa storia, che risale al 2000, è stato il mensile francese “So Foot“. La squadra di Bengasi si scontrava contro quella di Tripoli, il team di Gheddafi junior. La prima squadra, alla fine del primo tempo, era in vantaggio. Ma il fattaccio succede nel secondo tempo, quando l’arbitro regala due rigori al Tripoli e convalida un gol nettamente in fuorigioco. I calciatori di Bengasi insorgono, vorrebbero lasciare il campo, ma gli assistenti di gioco, che sembrano più guardie armate li convincono, non con le buone a continuare.
La partita finisce 3 a 1 per il Tripoli. I tifosi del Bengasi non ci stanno. Ma stanno zitti. Qualche giorno dopo si scontrano in campo con la squadra della città natale della madre di Al-Saadi. E la storia di ripete. E i tifosi insorgono, con un’invasione di campo. E per di più qualche giorno dopo, scrivono sulla groppa di un asino il nome di Al-Saadi Gheddafi. Che evidentemente non sa stare allo scherzo. Molti vengono arrestati, alcuni con l’accusa di aver messo in piedi “una società segreta proibita dalla legge”. E in più questi tifosi vennero accusati di aver “collaborato con servizi segreti stranieri”.
Niente di tutto ciò era vero: “La politica non c’entrava nulla. Eravamo furenti per l’arbitraggio”. Tre di loro vennero condannati a morte, legati ad un palo per tre ore, per poi sapere che la pena era stata convertita in ergastolo. Nel 2005 la loro pena viene sospesa, ma non cancellata: possono tornare dentro in qualsiasi momento. E pensare la Uefa vorrebbe affidare proprio alla Libia lorganizzazione della Coppa d’Africa 2014…Se lo merita?
Fonte | Corriere
Ven 08/02/2008 da Patrizia Chimera in Gheddafi Junior, Libia, Pena Di Morte, Uefa






