Gli immigrati hanno bisogno di uno sponsor

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Giuliano Amato

Avete un’azienda che vi faccia da sponsor e garantisca per voi o che, meglio ancora, abbia deciso di assumervi non avendovi mai visto prima? Bene, allora potrete entrare in Italia in tutta tranquillitĂ . Se, invece, non avete nessuna ditta pronta a sponsorizzarvi o a darvi un lavoro, allora dovrete rimanere nel vostro paese. Questa, in soldoni, la nuova idea del ministro dell’interno Giuliano Amato per cercare di mettere in qualche modo un limite all’ingresso degli immigrati nel nostro paese e superare i problemi riscontrati con l’applicazione della Legge Bossi-Fini: sarĂ  veramente uno strumento utile per evitare i numerosi sbarchi di clandestini sulle nostre coste?

“L’ipotesi a cui sto lavorando è di avere nei consolati dei paesi di immigrazione verso l’Italia delle liste di lavoratori che devono essere accompagnate da corsi di formazione di lingua e del lavoro per il quale l’immigrato si è inserito nelle liste”. “La legge vigente prevede queste liste soltanto con i paesi con cui abbiamo accordi di riammissione. Io, vorrei avere queste liste ovunque”. “Le liste dovrebbero essere collegate tra loro informaticamente e diventare, così, delle liste di collocamento all’estero”. “Poi c’è la chiamata che può avvenire direttamente attraverso gli imprenditori, ma anche attraverso degli sponsor che si impegnano anche finanziariamente con garanzie fideiussorie”.

Gio 28/09/2006 da Patrizia Chimera

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