Il turismo della prostituzione
E’ una piaga del nostro tempo. Un fenomeno vergognoso che sembra non avere una soluzione. Stiamo parlando del turismo sessuale, in particolare quello infantile, un fenomeno squallido che purtroppo è in continua crescita. Sull’argomento vengono fatti continuamente ricerche e dibattiti per cercare di arginare il problema. Ad esempio l’Università di Parma e l’Ecpat hanno stilato un vero e proprio profilo del turismo sessuale. La persona che si macchia di un crimine simile (perché di crimine si tratta!) nel 90-95 % dei casi è di genere maschile ed ha un’età compresa tra i 20 e i 40 anni. I luoghi preferiti per praticare questa vergognosa forma di turismo sono numerosi: da Cuba, isola tristemente famosa per questo motivo, alla Repubblica Dominicana, dalla città di Bangkok alla Thailandia al Madagscar. L’elenco sarebbe troppo lungo.
Numerosi progetti sono stati avviati nel corso degli anni per cercare di arginare il fenomeno. Qui ne vogliamo riportare alcuni. Ad esempio l’Epcat, che da anni si interessa del fenomeno della prostituzione infantile, ha iniziato un progetto con le agenzie turistiche del Gruppo Ventaglio nella Repubblica Domenicana. L’iniziativa prevede una sensibilizzazione e una formazione del personale e delle comunità locali. “Pur consapevole che il fenomeno non viaggia principalmente tramite i canali del turismo organizzato ma in genere predilige vie secondarie, l’industria turistica ritiene di avere comunque un ruolo importante e strategico soprattutto in termini di sensibilizzazione”. E questo potrebbe essere un punto di inizio. Ma esistono numerose associazioni che si occupano della strenua lotta contro il turismo sessuale.
La Rete Radiè Resch dal 1964 si occupa del sostegno e della solidarietà verso i popoli più oppressi. Nata per volontà del giornalista Ettore Masina, l’associazione si è impegnata profondamente nella lotta al turismo sessuale, soprattutto con la campagna “Stop sexual Tourism“. Altre associazioni che combattono il fenomeno sono ad esempio la Regina Pacis, la Confturismo e molte altre, che impiegano tempo e risorse per risolvere il problema. Pensare che gente come noi, magari il nostro vicino di casa o un nostro caro amico si macchi di una colpa del genere ci fa rabbia. Ci fa rabbia perché non riusciamo a comprendere come una persona che dovrebbe essere civile possa commettere atti simili. La prostituzione è già sbagliata. Ma quella infantile non solo è sbagliata ed inconcepibile, ma è anche imperdonabile. I governi, le comunità internazionali dovrebbero fare qualcosa per arginare il fenomeno. Ma qualcosa di concreto: parlarne solamente non salverà tutti quei bambini da una sorte purtroppo già segnata.
Gio 20/04/2006 da Patrizia Chimera







