Il nuovo Arcivescovo Angelo Scola si insedia a Milano. Le foto della cerimonia

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Foto: Angelo Scola, Arcivescovo di Milano

Ad aspettare Angelo Scola, nuovo Arcivescovo di Milano, sul sagrato del Duomo c’era il suo predecessore, il Cardinale Dionigi Tettamanzi, oltre a quindicimila persone riunite nella piazza e altre ottomila nella cattedrale, dove è avvenuto il simbolico passaggio del pastorale di San Carlo. Lo scambio di consegne tra i due vescovi è stato solenne ma anche affettuoso, grazie ad una battuta che Tettamanzi, riprendendo le parole che gli disse il Cardinale Carlo Maria Martini nelle stesse circostanze, ha voluto rivolgere all’ex Patriarca di Venezia: “Vedrai come sarà pesante”. Angelo Scola, che è molto vicino al movimento di Comunione e Liberazione, ha però subito voluto far sentire ai fedeli milanesi il cambiamento ed ha iniziato il suo discorso citando le parole della Lettera agli Ebrei: “Obbedite ai vostri capi, state loro sottomessi”.

Il nuovo Arcivescovo di Milano ha voluto, nel suo primo intervento, chiarire l’atteggiamento che, a suo parere, la Chiesa dovrebbe adottare nei confronti dei fedeli e, quindi, anche quello che dovrebbe essere il suo programma per la nuova Diocesi. “Un cristianesimo – ha spiegato il Cardinale Scola – che non investa tutte le forme di vita quotidiana degli uomini, cioè che non diventi cultura, non è più in grado di comunicarsi”.

“Da qui – ha aggiunto – il processo che avrebbe portato inesorabilmente alla separazione tra la fede e la vita e avrebbe condotto al massiccio abbandono della pratica cristiana con grave detrimento per la vita personale e comunitaria della Chiesa e della società civile”.

Ad accogliere Angelo Scola c’era anche il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni; il Prefetto Gianvalerio Lombardi, il Presidente della Provincia, Guido Podestà, e il Sindaco Giuliano Pisapia. Proprio quest’ultimo ha subito voluto lanciare un appello al nuovo arcivescovo: “Sono molto contento di aver potuto dare il benvenuto al nuovo arcivescovo: sono certo che sarà un cammino in comune nell’interesse dei più deboli e degli emarginati per rendere più ricca la nostra città”.

Lun 26/09/2011 da Fabrizio Capecelatro in

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