Il grande fratello dei politici

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Grande Fratello dei politici

Il Grande Fratello ha deciso di darsi alla politica. Non nel senso che i fratellini delle tante edizioni finora trasmesse in televisione hanno deciso di intraprendere la carriera politica. Ma nel senso che a Mediaset hanno avuto un’idea brillantissima: perchè non rinchiudere in una casa bunker a Cinecittà uomini e donne parlamentari di destra e di sinistra e stare a guardare cosa succede. L’idea non è male: almeno grazie al televoto, molti politici capiranno se gli italiani li amano o se è il caso di cambiare mestiere.

L’idea è venuta a Enrico Papi e Fabrizio Rondolino, che hanno in mente di realizzare un Grande Fratello Onorevole. Piersilvio Berlusconi sembra entusiasta dell’idea. Al momento non c’è ancora nulla di definito: a svelare i primi dettagli è stato il settimanale L’Espresso. Si sa che saranno probabilmente cinque donne e cinque uomini di idee politiche contrastanti. Vivranno nella casa più spiata d’Italia. Ma scordatevi i mesi di reclusione: i politici rimarranno rinchiusi solamente per quindici giorni. C’è gente che deve andare a lavorare in Parlamento, non può mica perdere tempo con la televisione.

Ed ecco i nomi papabili: Vladimir Luxuria, Alessandra Mussolini, Daniele Capezzone, Paolo Cento, Katia Bellillo, Daniela Santanchè e Gabriella Carlucci. Ma perchè hanno scelto proprio i più litigiosi o quelli spesso presenti nelle pagine di cronaca non per fatti legati alla politica?

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Letterio Iannello Lillo 1 dicembre 2006 18:17
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Visto il romanzo di George Orwell (1984) a cui si ispira il titolo della trasmissione, non sembrerebbe del tutto realistico credere che il “Grande Fratello” solo ora abbia deciso di darsi alla politica solo perchè solo ora si sta decidendo di rinchiudere nella “casa” di Cinecittà dei famosi parlamentari. Ma se il programma ha riscosso così tanti consensi popolari ed è piaciuto così tanto, dal punto di vista democratico di certo non fa una piega. Tuttavia, e purtroppo per tutti, credo che ormai non possa esserci più alcun dubbio che spiare sia diventato l’hobby preferito di moltissime persone e che le conseguenze di ciò siano così facilmente immaginabili che volerle approfondire sarebbe un pò come volere annunciare la scoperta che nel mare c’è l’acqua salata.

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