Il governo stabilisce come deve essere fatta una pizza

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pizza

Doveva addirittura intervenire la burocrazia e il governo italiano (che forse al momento ha altri problemi per la testa) per stabilire i requisiti essenziali che una pizza deve avere per essere chiamata con questo nome. Ma se serve a preservare e tutelare questa delizia del palato tutta nostrana, allora ben venga la lista stilata dal ministero per le Politiche agricole e forestaliche sancisce cosa deve avere una pizza e come deve essere preparata per poter essere bollata come tale.

In otto articoli si spiega all’Unione Europea e al mondo intero come si prepara una pizza Doc, per poter avere il marchio di S.T.G. (specialità tradizionale garantita). Sono stati stabiliti il peso dei panetti di pasta, lo spessore che deve avere il disco, i gradi del forno e anche i tempi di cottura. Pensate, è dal 2004 che ci stanno lavorando, ma solamente oggi è stato ultimato. In piena crisi di governo. La preziosa lista è stata presentata da Laura La Torre e consegnata all’Unione Europea. Tra sei mesi quest’ultima dovrà decidere se è corretta e alla fine del 2008 tutti coloro che vorranno apporre quel marchio sulla pizza, dovranno rispettare otto semplice regole di preparazione.

Nulla è lasciato al caso: da come va impastata la pasta a quanta salsa di pomodoro mettere. Persino le dimensioni della pizza non dovranno superare un certo limite. Per fare la pizza, ci vorrà una laurea!

Fonte | Corriere

Gio 31/01/2008 da Patrizia Chimera in ,

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Gio 31 gennaio 2008 09:58
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“è dal 2004 che ci stanno lavorando”:
cioè in 4 ANNI hanno deciso 8 (otto) regole per come fare la pizza???
e li paghiamo pure??? e poi si chiedono dove vengano sprecati i soldi in Italia…
in miniera!

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Foy 31 gennaio 2008 10:43
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Concordo con Gio!
(Quindi alla fine non era un “governo Prodi” ma una “pizzeria da Romano”)

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Matt Brolyen 31 gennaio 2008 13:01
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Non ho parole

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Germano 1 febbraio 2008 00:59
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..a breve..la metodica burocrazionale di come deve essere una scopata.. meno di quello sei un lurido maschilista.. quindi carcere.. a vita?

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Paso 11 febbraio 2008 04:11
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S.T.G.
ma chissene……..
ognuno va dove gli pare a mangiare la pizza ma soprattutto Và dove gli PIACE!!!!
Qusto è un altro modo di Fare soldi per questa POVERA ITALIA, ma che schifo!!!

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30 dicembre 2009 10:49
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bisogna mandarli a lavorare questi politici sono 22 anni che faccio la pizza non esistono regole è un mestiere che non si finisce mai di imparare il segreto oltre che l’impasto è usare materie prime ottime e italiane come la farina e il pomodore italiano e non di altri paesi il governo dovrebbe riservare le materie prime italiane e non incentivare quelle straniere che sono scadenti buffoni che dio vi maledica.

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Mbx 30 dicembre 2009 11:54
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MA come si fa a dire pizza DOC italiana, quando la farina che compriamo al supermercato arriva dall’estero, perchè in Italia abbiamo poca produzione di grano?con tuttio i problemi seri che ci sono da risolvere pensano alla pizza!tra un pò ci diranno come si fa ad andare a plinplin…

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