Il Giornale al Der Spiegel: “A noi Schettino, a voi Auschwitz”. Polemica in rete

Non si placano le polemiche in rete sulla frase che il Giornale ha usato per rispondere al Der Spiegel. La frase “A noi Schettino, a voi Auschwitz” ha suscitato una marea di reazioni, che si stanno facendo sentire soprattutto sui social network. Una situazione che ha destato davvero scalpore e che è destinata a far parlare di sè, perchè il paragone approntato è veramente esorbitante e l’indignazione diffusa non si è fatta attendere.
Il servizio del Der Spiegel

Un servizio del giornale tedesco Der Spiegel aveva affermato, in relazione al caso della Costa Concordia, che il comportamento riprovevole del comandante Francesco Schettino, il quale ha abbandonato la nave inclinata, è un atteggiamento tipicamente italiano, che si adatta in tutto e per tutto ad un nostro connazionale. Ma non si fa attendere la risposta del quotidiano Il Giornale, che struttura una copertina non gradita a molti nostri connazionali.
L’errore di La Repubblica
Il fuoco di polemiche è stato alimentato da un errore di interpretazione del giornalista de La Repubblica Andrea Tarquini, il quale evidentemente non ha interpretato bene il pezzo e il titolo del giornale tedesco. Si trattava infatti di un discorso volutamente provocatorio, che andava inquadrato come tale.
Jan Fleischhauer, l’autore dell’articolo tedesco, in realtà voleva usare dei toni forti per spiegare quanto sia difficile superare i pregiudizi sui popoli. L’interpretazione che ha fatto di tutto un collegamento con l’ideologia nazista sembra proprio un controsenso: uno scandalo nato da un errore di valutazione.
La reazione dell’ambasciatore italiano
Piuttosto dura la reazione dell’ambasciatore italiano Michele Valensise, che ha scritto una lettera al giornale tedesco Der Spiegel:
L’articolo di Jan Fleischhauer dal titolo “Omissione di soccorso all’italiana” mi ha lasciato basito e adirato. Certamente sostengo la libertà di critica, ma gli argomenti di quell’articolo sono per l’Italia tanto offensivi quanto infondati. Mi sorprende che un così rinomato giornale come Spiegel Online dia spazio ad affermazioni così volgari e banali.
L’articolo di Jan Fleischhauer dal titolo “Omissione di soccorso all’italiana” mi ha lasciato basito e adirato. Certamente sostengo la libertà di critica, ma gli argomenti di quell’articolo sono per l’Italia tanto offensivi quanto infondati. Mi sorprende che un così rinomato giornale come Spiegel Online dia spazio ad affermazioni così volgari e banali.
Rammarica soprattutto il fatto che il giornalista, accanto a tanti luoghi comuni, metta sullo stesso piano, senza riguardi, la responsabilità di un singolo individuo e quella di un intero popolo. Comprendo il desiderio di Spiegel Online di scrivere qualcosa di politicamente scorretto, ma in questo caso si tratta di una provocazione gratuita che io, anche in nome dei miei concittadini che hanno espresso il loro sdegno nei confronti dell’articolo, rispedisco al mittente. Perché in questa questione vengono tirati in ballo tutti gli italiani?
Il signor Fleischhauer non ha notato che, lì oltre al capitano della “Costa Concordia”, tra l’altro oggetto di un’indagine penale, c’erano istituzioni e persone che hanno fatto del loro meglio per salvare vite umane e limitare i danni della tragedia? Ed è proprio convinto della inaffidabilità di un’intera nazione? Non ha mai incontrato nessuno, come ad esempio i lavoratori italiani che ho incontrato nei giorni scorsi a Wolfburg, che svolge il proprio lavoro con dignità e dedizione ottenendo apprezzamento generale?
Consiglio al signor Fleischhauer di lasciar perdere generalizzazioni basate sulla razza. Sono cose di ieri che nessuno rimpiange. Si rilassi e venga a trovarci in Italia. Troverà un paese ospitale, capace di uno slancio sorprendente da parte di singoli individui e di un’intera comunità , un paese che cerca di reagire ai pregiudizi con il sorriso senza improvvisare strani tribunali.
Cordiali saluti
Michele Valensise
Ambasciatore della Repubblica Italiana
Le parole scritte su Il Giornale: il concetto di razza

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Non meno polemico è stato l’articolo riportato sul quotidiano italiano, che ha puntato tutto sul concetto di razza, proclamato da Hitler e seguaci e che tanti orrori ha avuto come conseguenze. Le parole de Il Giornale sono state esattamente queste:
“Secondo Der Spiegel siamo un popolo di Schettino e non c’è da meravigliarsi di ciò che è successo al largo del Giglio. Di più: siamo tutte persone da evitare, un peso per l’Europa, un ostacolo allo sviluppo della moneta unica. Loro, i tedeschi, sì che sono bravi, «con noi certe cose non accadono perché a differenza degli italiani siamo una razza». Che i tedeschi siano una razza superiore lo abbiamo già letto nei discorsi di Hitler. Ricordarlo proprio oggi, giorno della memoria dell’Olocausto, quantomeno è di cattivo gusto. È vero, noi italiani alla Schettino abbiamo sulla coscienza una trentina di passeggeri della nave, quelli della razza di Jan Fleischauer (autore dell’articolo) di passeggeri ne hanno ammazzati sei milioni. Erano gli ebrei trasportati via treno fino ai campi di sterminio.”
Una responsabilità storica
Il Giornale ha voluto ricordare ai Tedeschi una responsabilità storica, che tutti conoscono, ma che sottolineata in prima pagina sembra cadere come un macigno sulla coscienza collettiva. Ce n’era davvero bisogno? Non si finisce con il portare avanti separazioni nazionalistiche e reciproche intolleranze? Lo stesso Premier Monti, ricordando la Shoah, ha insistito sui valori comuni dell’Unione Europea, primo fra tutti l’uguaglianza. Viene da chiedersi se la Giornata della Memoria non sia servita a niente, se ricordare l’orrore non abbia avuto nessun effetto. Ricordare vuol dire anche non ripetere gli errori commessi nella storia.
I commenti in rete
Come accade in questi casi, è difficile separare totalmente il torto dalla ragione. In ogni caso il risultato consiste in una polemica senza fine, con attacchi e riattacchi, che finiscono soltanto con alimentare una discussione senza fine, la quale va a toccare questioni che non dovrebbero essere messe in relazione fra di loro. Intanto specialmente su Twitter le reazioni sono tante.
I commenti in rete non desistono dal definire tutto vergognoso e rivoltante e c’è chi si vergogna perfino di essere Italiano, in base a come Il Giornale ha fatto passare l’immagine del nostro Paese. Ecco alcuni dei commenti su internet:
Il titolo de Il Giornale di oggi è semplicemente VERGOGNOSO!
Radiare il direttore de il giornale sarebbe cosa giusta (anche i famosi schiaffi a due a due finchè non diventano dispari sarebbero giusti)
“A noi Schettino, a voi Auschwitz”. Questo è il RIVOLTANTE titolo de Il Giornale di oggi. Non compratelo, difendete la vostra intelligenza.
La prima de Il Giornale di oggi ti fa vergognare di essere italiano. Senza parole.
Ven 27/01/2012 da Gianluca Rini in Germania, Giornalismo, Giornalisti



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