Il camoscio d’Abruzzo, Vito Taccone, è scomparso

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Vito Taccone

Il mondo del ciclismo è in lutto. Nella notte è scomparso nella sua casa di Avezzano il mitico “camoscio d’Abruzzo”: Vito Taccone, il celebre ciclista degli anni Sessanta, si è spento per un infarto nella sua abitazione. A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione: il ciclista è morto prima che giungesse l’ambulanza del 118. Vito Taccone era chiamato il “camoscio d’Abruzzo” per le sue celebri scalate in montagna.

Ultimamente Vito Taccone era finito in guai giudiziari con una delle due aziende che aveva aperto al termine della sua carriera: era stato, infatti, coinvolto in un presunto reato di “associazione per delinquere finalizzata al commercio di capi di abbigliamento ed accessori con marchi di fabbrica contraffatti o provenienti da furti o ricettazione”. Lui si era sempre difeso da tutte le accuse.

Aveva cominciato a correre tra i professionisti nel 1961. Subito aveva cominciato a vincere, grazie proprio alle sue celebri scalate che gli avevano regalato quel soprannome. Nel 1963 vinse cinque tappe del Giro d’Italia, di cui quattro consecutive: questo è ancora il record. Per la storia del camoscio d’Abruzzo, ecco l’articolo dei nostri amici di Suipedali.

Fonte | Ansa

Lun 15/10/2007 da Redazione in ,

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