I fagiolini solidali dividono la sinistra

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fagiolini

Va bene litigare sulle cose importanti e sulle questioni che potrebbero essere di vitale importanza per il nostro paese. Ma che i politici di sinistra non vadano d’accordo per dei fagiolini, questa sembra davvero una barzelletta. Ma purtroppo è la realtà: tutta colpa dei fagiolini che la Coop compra da molti anni nello stato africano del Burkina Faso, rivendendoli con il bollino TerraEqua.

La storia del commercio equo e solidale dei fagiolini ha creato le ennesime spaccature iedologiche nella sinistra. Rifondazione comunista considera questa pratica una pietra dello scandalo. E attacca la Coop. Questa operazione danneggia gravemente la nostra economia e la nostra agricoltura. Il commercio equo e solidale è un grave danno per i nostri contadini, perchè quei fagiolini africani vengono messi sul mercato ad un prezzo inferiori rispetto ai nostrani. Ma non solo: questa pratica danneggia anche i contadini africani, obbligati “a coltivarli a scapito delle produzioni locali”.

Secca la risposta della Coop: “Questo è un progetto che coinvolge anche la Regione Toscana e il movimento Shalom, ed è conforme ai valori del movimento cooperativo. Per noi è un fatto simbolico, per loro è una occasione di sviluppo, che consente di far nascere anche un po’ di managerialità locale. Se pensiamo che qualche chilo di fagiolini africani possa addirittura mettere in ginocchio i nostri produttori, allora siamo messi bene…”. Vedremo e aspetteremo come si concluderà questa storia: saranno i fagiolini africani a far di nuovo cadere il governo?

Fonte | Corriere

Dom 25/03/2007 da Patrizia Chimera

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