Hugh Grant paladino della privacy contro la fame di scoop dei giornali inglesi

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In Inghilterra c’è un nuovo eroe e ha il volto conosciutissimo di Hugh Grant, l’attore forse più noto del Paese, nuovo paladino della privacy contro i giornali inglesi e la loro sete di scoop. É lui a lanciare le maggiori invettive contro i tabloid davanti alla commissione pubblica sull’etica dei mass media, presieduta da Brian Henry Leveson. Dopo lo scandalo del News of the World, anche il Mail on Sunday e il Mirror finiscono sul banco dei colpevoli. Accuse pesanti quelle dell’attore davanti alla commissione che sta cercando di far chiarezza nel fango di un’informazione avida di ogni genere di notizie, tanto da violare ogni senso del pudore.

Tutto era iniziato quando il giornale del gruppo Murdoch, diretto da Rebecca Brooks, era finito nell’occhio del ciclone per le intercettazioni illegali usate per la caccia agli scoop. Un vero scandalo, che toccò anche il premier David Cameron tramite il suo portavoce Andy Coulson e che costrinse il primo ministro a riferire in Parlamento sullo scempio compiuto dal domenicale.

Hugh Grant ora si prende la sua rivincita e dal banco dei testimoni sciorina le sue accuse senza risparmiare colpi. Tutta la stampa scandalistica ha vissuto per anni sulle sue intemperanze (la più famosa quando fu beccato in compagnia di una prostituta americana), ma anche sui suoi avvenimenti più privati.

Si recava in ospedale e il giorno dopo ritrovava la sua cartella clinica pubblicata sui tabloid, la visita segreta alla bimba di cui aveva saputo di essere il padre era immortalata sulle pagine dei giornali. Insomma, la stampa l’ha sempre asserragliato, ma ora il vaso di Pandora è stato scoperchiato.

Non è il solo tra le star a far sentire la sua voce. L’attore Steve Coogan, che ha trovato giornalisti a frugare nella sua spazzatura o a vivisezionare il suo pc, scoprendo anche il pin del conto in banca, o la modella Elle Macpherson che licenziò la sua assistente, sospettata di passare le informazioni alla stampa, quando invece erano i giornalisti a intercettare le telefonate della ragazza.

Tanti casi di star colpiti da metodi in stile polizia segreta dei tabloid, ma anche gente comune. Come i genitori di Milly Dowler, la ragazzina rapita e assassinata, mentre il suo telefono era spiato dal News of the World. Il detective del giornale cancellò alcuni messaggi spediti dai genitori alla figlia: loro per qualche giorno credettero che era ancora viva, mentre era già morta. Sciacalli senza pudore.

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