Haiti: dilaga l’epidemia di colera, Msf denuncia il fallimento degli aiuti umanitari

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Esattamente un anno fa il terremoto di Haiti: oggi, ad un anno di distanza, Msf denuncia il fallimento degli aiuti umanitari, soprattutto in seguito all’epidemia di colera che ha messo in ginocchio il paese. Msf si chiede dove siano finiti i tre miliardi e 600 milioni di dollari destinati agli aiuti che avrebbero dovuto consentire alla popolazione di risollevarsi. Ma dopo il terremoto, arriva il colera, partito dalla base dei caschi blu del Nepal. Con tanto di scontri fra l’Onu e i manifestanti che contestavano il fatto che l’infezione fosse partita proprio da chi aveva professato di volerli aiutare.

Unni Karunakara, presidente di Medici Senza Frontiere, ha dichiarato: “Haiti rappresenta, sfortunatamente, lo scenario per l’ultimo fallimento del sistema degli aiuti umanitari”. Si chiede come sia stato possibile che in un paese piccolo e accessibile come Haiti sia stato possibile il diffondersi del colera: sembra che dopo il terremoto non sia stato fatto nulla per migliorare le condizioni igieniche, causa primaria dell’epidemia. Lamenta poi come non si sappia dove siano finiti i soldi delle varie organizzazioni umanitariedestinate a rifornire le cliniche e gli ospedali (nelle zone rurali, particolarmente flagellate dal colera, molte di esse o erano chiuse o erano del tutto prive di medicinali) e alla produzione di acqua potabile clorata.

Bisogna anche considerare come sia nella capitale, Port-au-Prince, sia in molte città le macerie degli edifici crollati a seguito del sisma siano ancora presenti, con tendopoli e baraccopoli spuntate come funghi fra i resti delle abitazioni: le condizioni igieniche qui sono praticamente a livelli minimi, minando gravemente la salute pubblica.

Ma insieme alla denuncia di Msf, c’è anche quella dell’Unicef, che avverte la situazione del traffico di bambini sta decisamente peggiorando. Nonostante la polizia controlli le frontiere, le adozioni illegali di bambini orfani haitiani sono ancora all’ordine del giorno.

Fonte | Corriere

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