Grillo, la coscienza di Prodi
“Gli ho portato la lettera di prelicenziamento. Lui è un dipendente, noi siamo i datori di lavoro”. E cos’altro potevamo aspettarci dal comico Beppe Grillo se non una provocazione simile? Nella mattinata di ieri il comico ligure si è recato da Romano Prodi per ricordargli che noi siamo i suoi datori di lavoro e, se non rispetta le promesse fatte, verrà licenziato con buona causa. Grazie al suo blog, il comico genovese ha raccolto un milione e mezzo di firme per una lettera in cui Romano Prodi si impegna a rispettare le promesse fatte in campagna elettorale. Ecco qui il testo della lettera.
Grillo racconta ai giornalisti: “Ho chiesto a Prodi di spiegare qual è il senso che hanno della modernità , che idea hanno. Se pensano che l’Italia debba diventare una piattaforma logistica dell’Europa. L’ho detto a mio figlio: preferirebbe emigrare”. Poi il comico attacca con i suoi sermoni: “Oggi si spendono 30 miliardi di euro per gli inceneritori. Una balla, un incantesimo, sono finanziati da noi con i soldi che paghiamo sulle rinnovabili. Io sto facendo un giro nelle piazze contro gli inceneritori”. E alla fine si sfoga contro la nostra classe dirigente: “È gente di 60-70 anni che progetta il nostro futuro. Quale futuro devono progettare? Sono salme, serve un ricambio”. E come dargli torto?
Ven 09/06/2006 da Patrizia Chimera






