Governo Berlusconi: gli enti che non sono stati tagliati

Ogni governo che si insedia a Palazzo Chigi promette tagli drastici alla burocrazia e a tutti quegli istituti ed enti che sono stati creati, ma che senza i quali si potrebbe vivere comunque. Recentemente Roberto Calderoli ha tagliato molte leggi, ma c’e’ ancora molto da fare. Una recente inchiesta ci ha svelato l’esistenza di alcune strutture che esistono ancora, nonostante le promesse di tagli e di ridimensionamenti. Strutture che ogni anno ci costano piu’ di un miliardo e che senza le quali il paese potrebbe comunque andare avanti. Scopriamo alcuni di questi enti che proprio non riusciamo a cancellare.
Su Repubblica, leggiamo un lungo elenco di enti davvero curiosi. C’e’ un istituto agronomico per l’oltremare, l’Istituto Opere Laiche Palatine, costituito nel 1936 con regio decreto (e’ da 14 anni che alcuni disegni di legge di soppressione cadono nel vuoto). C’e’ il Banco Nazionale prova armi da fuoco, l’”Istituto di beneficenza Vittorio Emanuele III“, fondato nel 1907 per “esercitare funzione di assistenza a favore degli ufficiali pensionati delle Forze armate e della Guardia di Finanzia o dei loro familiari“. E ancora: l’Opera nazionale dei figli degli aviatori, l’Ente per le Ville vesuviane, l’Ente italiano per la montagna
La lista degli enti “inutili” e’ stata fatta dal Dicastero della Semplificazione di Roberto Calderoli, che in questi anni di governo ha cancellato 480 istituti. Ma ne esistono ancora 1.020, sostenuti e mantenuti proprio dai contribuenti, che ogni anno, per tenere in piedi queste strutture, spendono un miliardo di euro.
“L’operazione finora ha comportato l’eliminazione di 480 componenti, una razionalizzazione degli organi stessi e una contrazione della spesa strutturale delle amministrazioni vigilanti con un risparmio complessivo e certo che nel 2009 è stato di 415 milioni di euro“, queste le parole di qualche tempo fa di Calderoli, che parla di alcune difficolta’: “il percorso iniziato con il nostro decreto nel 2008 non ha consentito di raggiungere i risultati sperati in termini di riduzione del numero a causa delle discutibili, ma, purtroppo, insindacabili resistenze delle amministrazioni vigilanti che hanno l’onere di dichiarare l’utilità di un ente“.
Immagine presa da:
www.bergamosera.com.
Fonte | Repubblica
Ven 16/04/2010 da Patrizia Chimera in Roberto Calderoli











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