Gli immigrati clandestini possono sposarsi con cittadini italiani, la sentenza della Corte Costituzionale

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diritto al matrimonio

Anche gli immigrati clandestini hanno diritto al matrimonio, hanno il sacrosanto diritto di potersi sposare. Questa è la sentenza della Corte Costituzionale che si è espressa su un articolo del Codice Civile, che regola proprio la possibilità per un immigrato irregolare di sposarsi con un cittadino italiano. E che di fatto la nega. La sua condizione di irregolarità non deve essere un ostacolo per impedire le nozze con una persona che è possiede la cittadinanza nel nostro paese. Ecco allora nel dettaglio che cosa hanno deciso i giudici della Corte Costituzionale: il matrimonio s’ha da fare!

La Corte Costituzionale, infatti, ha dichiarato la parziale illegittimità dell’articolo 116, primo comma, del Codice Civile, che dice che lo straniero che vuole sposarsi in Italia ha l’obbligo di presentare all’ufficiale dello stato civile che si occupa del caso una dichiarazione scritta dall’autorità competente nel suo paese nella quale “risulti che giusta le leggi a cui è sottoposto nulla osta al matrimonio“.

Questo quello deciso con il pacchetto sicurezza del 1994, modificato nel 2009. La sentenza della Corte Costituzionale, però, va oltre, affermando che uno straniero, seppur irregolare, può sposare in Italia, un cittadino italiano, anche secondo quanto affermato dalla Corte Europea e quanto scritto nell’articolo 12 della Convenzione.

La Consulta così dà ragione ad una coppia italo marocchina che si era vista rifiutare il diritto al matrimonio. “Resta pur sempre fermo che i diritti inviolabili, di cui all’articolo 2 della Costituzione, spettano ai singoli non in quanto partecipi di una determinata comunità politica, ma in quanto esseri umani, di talché la condizione giuridica dello straniero non deve essere pertanto considerata – per quanto riguarda la tutela di tali diritti – come causa ammissibile di trattamenti diversificati e peggiorativi“.

Mar 26/07/2011 da Patrizia Chimera in ,

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