Risarcimenti per chi subisce ritardi in aereo

  • Commenta
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

aeroporto

La sentenza di questo giudice di pace potrebbe aprire uno spiraglio di luce inaspettato nel mondo dei poveri passeggeri dei voli spesso cancellati dalle compagnie aeree o che subiscono forti ritardi. In Italia è la prima volta che accade: la giustizia ha dato ragione a tre medici professionisti calabresi che sono rimasti bloccati nel periodo natalizio del 2005 all’aeroporto di Chicago per 36 ore. I tre si sono infatti rivolti ad un giudice che ha riconosciuto loro un vero e proprio danno morale per l’attesa ingiustificata che hanno dovuto patire all’aeroporto, ma anche per le afflizioni, le sofferenze e i dolori fisici provati in quelle lunghissime e interminabili 36 ore.

Finalmente qualcuno che si mette dalla parte dei poveri passeggeri, spesso trattati come pacchi o ignorati senza spiegazioni per lunghe ore. La storia è semplice. I tre medici dovevano fare rientro in Italia, dopo aver partecipato ad un congresso internazionale di medicina. Ma il volo di ritorno dell’Alitalia prima appariva in ritardo, poi addirittura soppresso: e pensate che la comunicazione dei motivi della cancellazione del volo è stata data loro solamente dopo 7 ore. Richiamati poi in aeroporto durante la notte per prendere il fatidico aereo, i tre hanno fatto un’amara scoperta: l’aeroporto era completamete deserto. Hanno dovuto aspettare fino alle 8 del mattino per vedere un volto umano e, finalmente, salire su aereo diretto in Italia.

L’accusa è semplice: non aver fornito assistenza ai passeggeri e non averli informati nel modo dovuto. E il giudice di Pace ha accolto le richieste dei tre medici perchè l’Alitalia “non ha fornito, in definitiva, alcuna prova di avere fatto tutto il possibile per evitare il danno, né ha indicato l’adozione di ogni misura idonea a garantire la puntuale esecuzione del trasporto”. Ora la compagnia battente bandiera italiana dovrà borsare 1.000 euro a testa di risarcimento danni più i 500 euro delle spese sostenute dai medici. Passeggeri unitevi: c’è speranza di un un po’ di giustizia anche per voi!

Sab 30/09/2006 da Patrizia Chimera

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento