Giù le mani dalla parata del 2 giugno

Il nuovo governo ha prestato solamente ieri il proprio giuramento ed è già polemica per una proposta avanzata da Rifondazione Comunista: abolire la parata del 2 giugno. La Festa della Repubblica è una recente conquista del nostro paese: fino a pochi anni fa, infatti, non era prevista. Ora qualcuno protesta perché non la trova legittima. Secondo la sinistra si tratta di una festa della guerra: e la parata dei militari in quel giorno per le vie di Roma ne sarebbe una dimostrazione. Finchè saremo in missione all’estero, sostengono quelli di Rifondazione, una festa simile non serve ad altro che a legittimare i nostri atti di guerra in un paese estero. Quindi niente parata per il 2 giugno. Peccato che alla gente, e a chi la guerra per la liberazione dell’Italia l’ha vissuta in prima linea, quella parata di rievocazione storica piaccia molto.
A mettere un po’ di ordine in tutta questa storia ci ha pensato il nuovo Ministro della Difesa, Arturo Parisi, che subito dopo aver prestato il giuramento al Quirinale si è affrettato a garantire che “la parata del 2 giugno non si tocca»”, per il semplice motivo che si tratta di una “festa popolare che la gente ama”. E la destra? Salvatore Cicu di Forza Italia dichiara: “Il 2 giugno non si tocca. Serve a ricordare i sacrifici dei nostri militari, cosa sottolineata anche da Bertinotti e Napolitano”. Era stato proprio l’ex Presidente della Repubblica a sottolineare l’importanza di questa parata per la storia della Repubblica Italiana che proprio in quel giorno si festeggia. La questione della parata è solo un pretesto per sollevare, a poche ore dal giuramento, il difficile tema della presenza militare all’estero e dell’antimilitarismo.
Gio 18/05/2006 da Patrizia Chimera







