I giovani amano l’alcol. Troppo.

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Giovani e l'alcol

Gli esperti lanciano l’allarme per il preoccupante aumento di giovani che sempre di più ogni anno si avvicinano all’alcol. Il 20 aprile si terrà la giornata mondiale sulla prevenzione del consumo di alcol: tra i temi del giorno ci sarà proprio il rapporto tra i giovanissimi e la bottiglia. Le ultime ricerche effettuate in materia dal Ministero della Salute sono veramente da allarme rosso: pensate che più della meta delle vittime della strada è causata dall’abuso di alcol. Solo nel nostro paese ogni anno perdono la vita 200 giovani a causa della guida in stato di ubriachezza. I meeting che si terranno in occasione della giornata mondiale sulla prevenzione del consumo di alcol serviranno proprio a studiare un piano di prevenzione e di informazione per evitare che sempre più ragazzi si attacchino alla bottiglia.

A preoccupare molto gli esperti è anche l’età di chi comincia a bere. Tra gli adolescenti è una pratica ormai in voga da anni, soprattutto per le ragazze: bere alcolici vuol dire dimostrare agli altri di essere qualcuno. E in caso di timidezza scioglie le persone. Pensate che l’età media in cui si inizia a bere è scesa ai 12 anni. A quell’età sono ancora bambini, non dovrebbero neanche sapere come è fatta una bottiglia. I medici sono preoccupati: da un punto di vista strettamente medico prima dei quindici anni l’apparato digerente dell’uomo non è completo. Assumendo bevande alcoliche si mette in serio e grave pericolo il nostro organismo. Teoricamente una normativa che vieti di vendere alcol ai minori di 16 anni ci sarebbe: ma in quasi nessun locale pubblico viene messa in atto. Oltre ai piani di prevenzione e informazione, bisognerebbe anche far rispettare questa semplice legge.

Mar 18/04/2006 da Patrizia Chimera

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Letterio Iannello Lillo 18 aprile 2006 12:39
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Credo che sia ragionevolmente ipotizzabile che leggi miranti all’equiparazione delle droghe leggere a quelle pesanti possano determinare nei giovani un notevole aumento del consumo di bevande alcooliche le cui conseguenze potrebbero favorire la crescita di quel fondamentalismo religioso che, in barba a qualsiasi nobile tradizione millenaria, vede nell’alccool (e spesso persino nel caffè o nel tè!) una terribile droga il cui uso e consumo andrebbe assolutamente proibito.

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Roberto Mattiazzo 12 febbraio 2008 17:23
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l’unica possibile soluzione a questo broblema puo derivare dalla pubblicità e dall’informazione unite con aiuti a chi ne ha veramente bisogno. Se poi si9 pensa all’età in cui i ragazzi cominciano qui bisogna rimproverare i genitori che non controllano a sufficienza i propri figli.

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AcatBassaPadovana 25 giugno 2008 11:05
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Si dobbiamo sensibilizzare i giovani sugli effetti a lungo termine dei superalcolici, ma direi anche di non dimenticarci gli effetti a breve termine degli alcolici tutti. Lavoro ad una campagna di sensibilizzazione ( http://www.sprizziamo.it ) dell’Acat Bassa Padovana, è molto difficile comunicare con i giovani su questi temi, soprattutto per l’ambiguità dei messaggi sociali a cui i giovani sono quotidiamanente sottoposti.
Davide.

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