Giornalisti online: rischio maggiore di finire in prigione

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Foto: Giornalisti Arrestati

Da tempo, ormai, si parla del rapporto tra stampa classica, quella della carta stampata e dei media tradizionali come televisione e radio, per intenderci, e stampa online. E questa notizia ci sembra confermare quanto l’importanza delle notizie che appaiono in rete risultino piu’ importanti di quelle che appaiono sui media classici. Sapete che finiscono in prigione piu’ giornalisti online che giornalisti che scrivono sui giornali o che compaiono nei telegiornali?

Nella classifica che ogni anno ci propone il Committee to Protect Journalists, un’organizzazione no profit a difesa del giornalismo libero, scopriamo che i giornalisti che lavorano su internet subiscono maggiori arresti rispetto ai colleghi che lavorano su altri media o sulla carta stampata. Pensate che, attualmente, nel mondo ci sono 125 giornalisti dietro le sbarre, in 29 stati del mondo. 56 di questi 125 lavorano proprio su internet, su testate online o su blog personali.

Il giornalismo online ha cambiato il paesaggio dei media e il modo di comunicare con gli altri. Ma il potere e l’influenza della nuova generazione di giornalisti online ha catturato l’attenzione dei regimi repressivi di tutto il mondo che hanno accelerato il contrattacco“.

I dati di questa classifica parlano chiaro: i nuovi media sono diventati piu’ importanti. E forse un po’ piu’ scomodi per alcuni poteri che non esitano ad arrestare giornalisti o semplici blogger che vogliono raccontare la verita’. Perche’ la classifica ci dice anche che il giornalismo online e’ molto ampio e include anche semplici blogger che raccontano cio’ che vedono e fanno denunce sociali dalle pagine del proprio blog.

L’immagine del blogger solitario che lavora a casa in pigiama può essere affascinante ma quando le autoritĂ  bussano alla porta, essi sono soli e vulnerabili. Il futuro del giornalismo è online e adesso siamo in guerra contro i nemici della libertĂ  di stampa che usano le prigioni per definire i limiti del dibattito pubblico“.

Dopo blogger e giornalisti online, troviamo i giornalisti della carta stampata, seguiti da quelli televisivi, radiofonici o che realizzano documentari.

Ma questa classifica ci dice di piu’. Ci dice che la Cina, per il decimo anno consecutivo, e’ il paese dove i giornalisti piu’ facilmente finiscono in manette. Segue Cuba e la Birmania. Tre stati che spesso sono protagonisti di fatti sanguinosi.

Le immagini della nostra galleria, che ritraggono giornalisti arrestati in giro per il mondo, sono tratte da Google Images.

Fonte | Repubblica

Mar 09/12/2008 da Patrizia Chimera in , ,

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Fabrizio Fuglieni
Fabrizio Fuglieni 9 dicembre 2008 08:56
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“Il giornalismo online ha cambiato il paesaggio dei media e il modo di comunicare con gli altri. Ma il potere e l’influenza della nuova generazione di giornalisti online ha catturato l’attenzione dei regimi repressivi di tutto il mondo che hanno accelerato il contrattacco“.
Mi ricorda un recente intervento di Berlusconi, che vedendo in pericolo l’informazione guidata ed il suo dominio demagogico, vorrebbe limitare la libertĂ  del web. A meno che tutti i blog del mondo non siano supervisionati da Emilio Fede.

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