Giorgio Napolitano firma la legge del legittimo impedimento

Il legittimo impedimento diventerà legge. Tutto merito della firma del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha così approvato il disegno di legge secondo il quale è previsto uno scudo processuale di diciotto mesi, sia per il Presidente del Consiglio sia per i ministri al governo. Il 10 marzo scorso, il decreto legge sul legittimo impedimento era passato in Senato, ora attendeva solamente la firma del Colle, che è arrivata. Per entrare in vigore, invece, si dovrà attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Il Capo dello Stato, secondo quanto emerge da voci di corridoio, ha riconosciuto l’”apprezzabile interesse” al fine di assicurare “il sereno svolgimento di rilevanti funzioni” istituzionali, un interesse “che può essere tutelato in armonia con i principi fondamentali di diritto“. La legge presentata, dunque, è rivolta a “tipizzare” il legittimo impedimento disciplinato dall’articolo 420-ter del Codice di procedura penale, che, tra l’altro, la legge richiama, all’interno di un contesto di collaborazione tra l’autorità politica e quella giudiziaria.
Dure le reazioni dell’opposizione, in particolare di Antonio di Pietro, leader dell’Italia dei Valori: “Per quanto ci riguarda non perderemo neppure un momento a disquisire di chi sia la colpa e, soprattutto, a chi giovi questo provvedimento che riteniamo incostituzionale e immorale. Per questo, chiederemo direttamente ai cittadini, tramite referendum, come abbiamo fatto con il lodo Alfano, se sono d’accordo sul fatto che in uno stato di diritto, come riteniamo debba essere il nostro, si possa accettare che alcune persone non vengano sottoposte a processo come succede a tutti gli altri cittadini quando vengono accusati di aver commesso un reato“.
Il PD, invece, rispetta la decisione del presidente, anche se rimangono inalterati tutti i motivi politici per i quali hanno detto no alla legge sul legittimo impedimento, una legge, afferma Andrea Orlando in una nota, che dimostra che il governo sta lavorando solamente per difendere il premier dai suoi processi e non per l’Italia e gli italiani.
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Fonte | Corriere
Gio 08/04/2010 da Patrizia Chimera in Decreto Legge, Governo











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